Prima la Cina, i negoziati con l’Iran non devono essere essere un intralcio. Donald Trump sarebbe così deciso a evitare una nuova fase della guerra con l’Iran. A riferirlo è la rivista The Atlantic, citando fonti vicine al presidente americano, secondo cui la Casa Bianca starebbe lavorando per impedire una ripresa delle ostilità almeno fino al viaggio di Trump a Pechino previsto la prossima settimana.
L’obiettivo del presidente sarebbe quello di presentarsi all’incontro con il leader cinese Xi Jinping con un quadro internazionale più stabile, così da favorire nuovi accordi economici e commerciali con la Cina.
Secondo le indiscrezioni, Trump non vorrebbe restare “impantanato” in Medio Oriente come accaduto ad alcuni suoi predecessori. A pesare sarebbero anche le preoccupazioni legate alla riduzione delle scorte militari statunitensi e i timori espressi da alcuni alleati regionali, tra cui Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che temono di diventare nuovamente bersagli di eventuali rappresaglie iraniane.
Iran e il negoziato in stallo
L’Iran continua però a guardare con sospetto alle mosse degli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, durante una telefonata con l’omologo turco Hakan Fidan, ha accusato Washington di compromettere il percorso diplomatico.
“Le recenti provocazioni delle forze statunitensi nel Golfo Persico e le loro azioni volte a violare il cessate il fuoco hanno alimentato i sospetti sulle reali intenzioni americane”, ha dichiarato Araghchi, secondo quanto riferito dall’agenzia Isna.
Dal canto suo, il ministro turco Fidan ha ribadito il sostegno di Ankara agli sforzi diplomatici in corso e alla necessità di proseguire il dialogo per mettere fine alla guerra.
Bahrein, 41,arresti per spionaggio
Nuove tensioni anche in Bahrein, dove il ministero dell’Interno ha annunciato l’arresto di 41 persone accusate di spionaggio e di collegamenti con i Pasdaran iraniani.
Secondo le autorità, il gruppo sarebbe legato alle Guardie Rivoluzionarie iraniane e alla dottrina della Wilayat al Faqih, il principio politico-religioso teorizzato dall’ayatollah Ruhollah Khomeini che attribuisce il governo agli studiosi islamici.
Il comunicato ufficiale parla inoltre di indagini collegate alla “simpatia per la palese aggressione iraniana”. L’annuncio arriva però in un clima già molto teso: ONG, oppositori politici e attivisti denunciano infatti una campagna repressiva “senza precedenti” contro religiosi sciiti e fedeli praticanti nel Paese.
Flottiglia, Israele pronta al rilascio di due attivisti
Israele si prepara a rilasciare due attivisti stranieri fermati a bordo della flottiglia diretta verso Gaza, intercettata nei giorni scorsi dalla Marina israeliana al largo della Grecia.
Lo riferisce l’organizzazione per i diritti umani Adalah, che assiste legalmente i due attivisti: il brasiliano Thiago Avila e lo spagnolo Saif Abu Keshek.
Secondo Adalah, i due saranno trasferiti alle autorità israeliane per l’immigrazione e trattenuti in custodia in vista della loro espulsione. Entrambi erano stati condotti in Israele per essere interrogati dopo il blocco della flottiglia in acque internazionali.
Petrolio in mare, chiazza di 71 km quadrati
Preoccupazione infine nel Golfo Persico per una vasta fuoriuscita di petrolio individuata al largo dell’isola iraniana di Kharg, principale terminale di esportazione del greggio iraniano.
Le immagini satellitari, diffuse dalla società di intelligence marittima Windward AI, mostrerebbero una chiazza estesa per circa 71 chilometri quadrati. Secondo l’amministratore delegato Ami Daniel, la perdita sarebbe stata rilevata già martedì, prima dell’ultima serie di attacchi statunitensi nella regione.
Il Pentagono ha rifiutato di commentare eventuali operazioni militari nell’area. Restano sconosciute le cause della fuoriuscita, mentre gli esperti ritengono improbabile l’avvio di operazioni di bonifica nel pieno della crisi militare tra Stati Uniti e Iran.
Secondo Greenpeace Germania, il rischio di conseguenze dirette sulla costa appare limitato, ma la macchia potrebbe avere effetti su ecosistemi marini particolarmente sensibili






