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Incentivi alle imprese, le Confederazioni: “Riforma necessaria ma con criticità da sciogliere”

Audizione in Parlamento di Confartigianato, Cna e Casartigiani: bene la semplificazione, ma restano dubbi su risorse e procedure
mercoledì, 6 Maggio 2026
1 minuto di lettura

Una riforma considerata necessaria per superare la frammentazione del sistema degli incentivi alle imprese, ma che presenta ancora nodi critici su coperture finanziarie, procedure e coordinamento tra livelli istituzionali. È questa, in sintesi, la posizione espressa da Confartigianato, Cna e Casartigiani nel corso dell’audizione presso le Commissioni Attività Produttive di Camera e Senato sullo schema di decreto legislativo per la revisione degli strumenti agevolativi.

La proliferazione di norme

Le Confederazioni hanno evidenziato come, nel periodo successivo alla pandemia, si sia registrata una vera e propria escalation di misure: nel solo 2024 si contano 2.374 interventi. Una proliferazione che ha finito per creare una “giungla burocratica”, riducendo l’efficacia degli strumenti. I tassi di accesso per le micro e piccole imprese, infatti, restano limitati, stimati tra il 20% e il 30% dei potenziali beneficiari.
Nel merito, Confartigianato, Cna e Casartigiani giudicano condivisibile l’impianto della riforma, che punta a concentrare gli incentivi su quattro pilastri: il Fondo per la crescita sostenibile, il Fondo di garanzia per le PMI, il Fondo nazionale per l’innovazione e la Nuova Sabatini.

L’incertezza finanziaria

Non mancano tuttavia le perplessità. La principale riguarda l’incertezza finanziaria: il decreto non prevede nuove risorse ma si limita a riorganizzare quelle esistenti, rinviando l’operatività contabile alla Legge di Bilancio. Un elemento che, secondo le Confederazioni, rischia di lasciare la riforma in una condizione di sospensione e incertezza fino alla fine del 2026.

Procedure e lungaggini

Preoccupazioni emergono anche sul fronte delle procedure. La possibile sostituzione di strumenti automatici, come i voucher, con la logica dei bandi potrebbe infatti allungare i tempi di erogazione e penalizzare soprattutto le imprese di minori dimensioni.

Necessario riordino nazionale

Altro nodo è quello del coordinamento territoriale: con oltre 2.300 misure gestite a livello locale, l’assenza di un pieno accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni rischia di compromettere l’efficacia del riordino a livello nazionale.

Transizione difficile

Le Confederazioni segnalano inoltre le criticità legate alla fase di transizione, durante la quale coesisteranno vecchio e nuovo sistema. Una situazione che potrebbe generare incertezza interpretativa tra funzionari e consulenti. A ciò si aggiunge la mancanza di un set chiaro di indicatori per valutare, sia ex ante sia ex post, l’efficacia reale degli incentivi.

Snellire e non aumentare gli ostacoli

La semplificazione”, sottolineano Confartigianato, Cna e Casartigiani, “non deve tradursi in nuovi ostacoli. È necessario che i decreti attuativi siano calibrati sulle reali caratteristiche delle micro e piccole imprese, garantendo linearità, continuità temporale delle risorse e procedure automatiche di accesso. Fondamentale, inoltre, rafforzare il ruolo dei Confidi in sinergia con il Fondo di garanzia per correggere le distorsioni del mercato del credito che ancora penalizzano i piccoli imprenditori”.

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