Nel giorno della commemorazione dell’uccisione di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, avvenuta il 30 aprile 1982, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato il valore della loro eredità nella lotta alla criminalità organizzata. In un messaggio indirizzato a Emilio Miceli, presidente del Centro di Studi e iniziative Culturali Pio La Torre, il Capo dello Stato ha ricordato come il loro assassinio “mise in evidenza ancora una volta la pericolosità della criminalità organizzata, nemica della comunità”.
Mattarella ha evidenziato l’impegno politico e sociale di La Torre, deputato e membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno mafioso in Sicilia, sottolineando il suo contributo decisivo alla causa della legalità. Un impegno concretizzatosi anche attraverso importanti iniziative legislative che ancora oggi rappresentano un pilastro nella lotta alle mafie.
Eredità civica
Tra queste, la legge Legge Rognoni-La Torre, approvata pochi mesi dopo la sua morte, viene indicata dal Presidente come parte fondamentale di un’eredità civica ed etica ancora attuale. Tale patrimonio continua a essere trasmesso alle nuove generazioni anche grazie alle attività del Centro a lui intitolato, in particolare attraverso il progetto educativo antimafia rivolto agli studenti. “Nel giorno della commemorazione di Pio La Torre e Rosario Di Salvo – ha concluso Mattarella – la Repubblica rende omaggio alla loro figura e al loro impegno”, ribadendo il valore della memoria come strumento di educazione alla legalità e di contrasto alla criminalità organizzata.





