Il conflitto in Medio Oriente torna a pesare sulle prospettive economiche dell’Europa. La crisi ha innescato “un nuovo shock energetico” con effetti rilevanti sull’economia globale ed europea, alimentando l’inflazione e indebolendo la fiducia.
Lo ha detto il Commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, presentando le previsioni economiche di primavera della Commissione europea. Secondo Bruxelles l’economia dell’Unione continuerà a crescere, ma a un ritmo più contenuto rispetto alle attese.
Il primo fattore di rischio resta l’energia: l’aumento dei prezzi sta già riaccendendo l’inflazione energetica e, ha avvertito Dombrovskis, le pressioni sui prezzi sono destinate a estendersi anche ad altri settori dell’economia.
Il rallentamento della crescita avrà conseguenze anche sui conti pubblici. “La crescita economica più lenta e l’aumento della spesa stanno incrementando i deficit”, ha spiegato il commissario, indicando nelle finanze pubbliche uno dei punti più delicati della nuova fase congiunturale.
Incertezza
A pesare è soprattutto l’incertezza. L’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, ha osservato Dombrovskis, resta circondata da un “grado di incertezza eccezionalmente elevato”. Per questo la Commissione ha affiancato alle previsioni di base anche uno scenario alternativo, legato a una possibile interruzione più grave e prolungata delle forniture energetiche.
Le stime principali si basano sull’andamento dei prezzi dei contratti futures, che indicano una normalizzazione relativamente rapida, anche se solo parziale, delle condizioni di approvvigionamento. Ma Bruxelles avverte che un peggioramento della crisi potrebbe modificare sensibilmente il quadro, con nuove ricadute su inflazione, crescita e bilanci pubblici.





