La serata di gala dell’Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca si è trasformata in pochi istanti in un’emergenza ad alta tensione quando un uomo armato ha aperto il fuoco contro un posto di blocco dei Servizi Segreti all’esterno del Washington Hilton.
Il presidente Donald Trump e la first lady Melania sono stati evacuati di corsa dalla sala, mentre gli agenti in uniforme irrompevano tra i tavoli per mettere in sicurezza i funzionari federali presenti. Secondo quanto riferito dalle autorità, l’assalitore era armato con più armi da fuoco e avrebbe preso di mira il personale di sicurezza prima di essere neutralizzato. Un agente è stato colpito, ma il giubbotto antiproiettile ha evitato conseguenze gravi.
Trump, rientrato alla Casa Bianca circa due ore dopo, ha confermato che il ferito è in “buone condizioni” e ha definito l’episodio l’azione di un “lupo solitario”. All’interno dell’hotel, la scena è stata caotica: i membri del governo, tra cui il Segretario di Stato Marco Rubio, il Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. e il Segretario degli Interni Doug Burgum, sono stati spinti a terra dagli agenti, mentre altri uomini della sicurezza, in assetto tattico, hanno raggiunto il palco per scortare fuori il presidente. Il sospettato è stato arrestato poco dopo.
L’episodio riporta alla memoria altri momenti critici vissuti da Trump negli ultimi anni. Nel 2024, durante la campagna elettorale, fu ferito a un orecchio in un attentato a Butler, in Pennsylvania, e pochi mesi dopo un uomo armato fu intercettato nei pressi del suo golf club in Florida, in quello che le autorità hanno definito un ulteriore tentativo di assassinio. Anche il luogo dell’attacco di sabato porta con sé un’ombra storica: proprio davanti al Washington Hilton, nel 1981, il presidente Ronald Reagan fu colpito da un attentatore. La cena, simbolo del rapporto tra stampa e istituzioni, è stata sospesa e l’area completamente isolata.





