L’appello è arrivato all’ingresso del vertice informale dei leader europei a Cipro. Giorgia Meloni ha indicato una linea ben precisa da seguire: “L’Europa deve essere più coraggiosa”. Non è solo una valutazione politica, ma un richiamo alla capacità dell’Unione di anticipare le crisi. Secondo il Presidente del Consiglio intervenire tardi significa pagare un prezzo più alto, come già accaduto in passato. Il riferimento riguarda sì energia, ma anche regole economiche e strumenti di intervento. Il Premier ha riconosciuto un passo avanti nella proposta della Commissione sul fronte energetico, ma ha segnalato che non basta. Il nodo resta quello della flessibilità, in particolare sugli aiuti di Stato. “Lo spazio fiscale non è lo stesso per tutti”, ha detto, perché c’è un limite strutturale che rischia di ampliare le differenze tra Paesi. Da qui la richiesta di un approccio più aperto ed efficace, che tenga conto degli squilibri interni.
Nel suo intervento ha portato anche un tema concreto: l’autotrasporto. Un settore che, ha ammonito, può incidere sull’intero sistema dei prezzi. Un aumento dei costi si rifletterebbe sui beni di consumo e quindi sull’inflazione, questione che l’Unione ha già indicato come prioritaria: “Siamo venuti qui a portare la nostra posizione”.
Dossier ucraino
Il vertice però non ruota solo attorno alle politiche economiche. Il dossier centrale resta quello ucraino. Dopo mesi di rinvii e uno stallo legato al veto dell’Ungheria, i leader hanno sbloccato il prestito da 90 miliardi di euro a favore dell’Ucraina. Una decisione che riapre il percorso avviato nel Consiglio europeo di dicembre e che ora consente alla Commissione di avviare le erogazioni dal secondo trimestre del 2026. Il pacchetto punta a coprire le esigenze più urgenti di bilancio e difesa nel biennio successivo. Una parte delle risorse verrà destinata al sostegno macroeconomico, un’altra al rafforzamento del comparto militare, con investimenti che coinvolgono anche le industrie europee. Il finanziamento sarà legato a condizioni precise, tra cui il rispetto dello Stato di diritto e il contrasto alla corruzione. Il meccanismo prevede il ricorso ai mercati dei capitali, mentre il rimborso viene collegato alle riparazioni di guerra attribuite a Russia.
A Cipro presente anche il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha accolto la decisione come un passaggio rilevante. “Grande giornata”, le sue parole, per collegare il sostegno europeo al rafforzamento delle capacità militari del Paese.
Il via libera al prestito si accompagna all’annuncio di nuove sanzioni contro Mosca. Una scelta che rafforza la linea adottata dall’Unione e che punta a mantenere la pressione economica sulla Russia. La Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha parlato di decisioni importanti per la sicurezza europea e per una pace stabile.
Questioni interne
Accanto ai temi europei, Meloni ha richiamato anche questioni interne riguardanti direttamente l’Italia. “Non mi pare corretto dire che i conti non sono in ordine, i conti sono molto in ordine”, ha detto, indicando il passaggio da un deficit all’8,1% al 3,1%. Un risultato che, ha sottolineato, supera le previsioni iniziali, pur senza raggiungere l’obiettivo di scendere sotto il 3%. Il peso del superbonus resta però un elemento centrale: “Finirò di pagare quei debiti quando arriveranno le elezioni politiche”. Un impatto che il Premier quantifica in circa 140 miliardi complessivi, con effetti annuali tra i 35 e i 40 miliardi. Sul fronte delle priorità di spesa, il Premier ha indicato energia e sostegno ai cittadini come temi centrali rispetto ad altre voci, come la difesa. Resta aperta anche la valutazione su eventuali margini di bilancio: “Non escludiamo nulla, ma preferiremmo muoverci in una cornice più favorevole”.





