Turkmenistan e Cina hanno avviato l’espansione di uno dei più grandi giacimenti di gas dell’Asia centrale, un progetto che potrebbe ridisegnare gli equilibri energetici della regione e rafforzare ulteriormente il ruolo di Pechino come principale partner economico di Aşgabat. L’annuncio è arrivato al termine di una visita ufficiale di una delegazione cinese, durante la quale sono stati firmati nuovi accordi per aumentare la capacità estrattiva e ampliare le infrastrutture di trasporto verso la Cina, già il principale acquirente del gas turkmeno.
Il giacimento, parte del vasto complesso di Galkynysh, è considerato uno dei più ricchi al mondo e rappresenta la spina dorsale dell’economia del Turkmenistan. L’espansione prevede la costruzione di nuovi pozzi, impianti di trattamento e collegamenti alla rete del gasdotto Asia Centrale–Cina, che negli ultimi anni ha visto crescere costantemente i volumi trasportati. Secondo fonti governative, l’obiettivo è incrementare significativamente le esportazioni entro il prossimo decennio, in risposta alla crescente domanda energetica cinese. Pechino, da parte sua, vede nel progetto un tassello strategico della propria politica di sicurezza energetica, in un momento in cui la diversificazione delle fonti è diventata una priorità.
L’investimento rafforza inoltre la presenza cinese in Asia centrale, area cruciale per la Belt and Road Initiative e per la competizione geopolitica con altri attori globali. Gli analisti sottolineano che l’accordo consolida la dipendenza economica del Turkmenistan dal mercato cinese, ma offre al Paese risorse fondamentali per sostenere la propria fragile economia interna. Restano tuttavia interrogativi sulla sostenibilità ambientale dell’espansione e sulla trasparenza dei contratti, temi su cui le autorità turkmene mantengono tradizionalmente un profilo molto riservato.


