L’autotrasporto italiano si prepara allo stop. Il Comitato esecutivo di Unatras, che riunisce le principali sigle del settore tra cui Confartigianato Trasporti, ha deciso la proclamazione del fermo nazionale dei servizi e di tutte le attività di trasporto merci. Le date e le modalità del blocco saranno definite nei prossimi giorni dall’ufficio di Presidenza, nel rispetto del codice di autoregolamentazione degli scioperi di settore.
Scelta “inevitabile”
Alla base della decisione, definita “inevitabile”, c’è il mancato confronto con il Governo e una crisi economica sempre più profonda, aggravata dall’impennata del costo dei carburanti. Il gasolio ha ormai superato stabilmente i due euro al litro, rendendo antieconomico viaggiare: in molti casi, denunciano le associazioni, è più conveniente lasciare i mezzi fermi nei piazzali piuttosto che operare in perdita.
Situazione difficile
Il comparto, che conta circa 100 mila imprese e 500 mila lavoratori, denuncia una situazione di emergenza senza precedenti. Le aziende sono costrette ad anticipare ingenti somme per il rifornimento, mentre i pagamenti arrivano con mesi di ritardo, generando una crisi di liquidità che mette a rischio la sopravvivenza dell’intero sistema.
L’impatto di misure insufficienti
Dure le critiche ai provvedimenti finora adottati dall’Esecutivo, giudicati insufficienti e, in alcuni casi, controproducenti. In particolare, il taglio lineare delle accise avrebbe penalizzato proprio l’autotrasporto professionale, annullando benefici fiscali specifici e colpendo le imprese più strutturate e impegnate in investimenti su sicurezza e sostenibilità.
Nessun tavolo di confronto
“È inconcepibile che non si sia ancora aperto un tavolo di confronto”, evidenzia Unatrans, evidenziando come le organizzazioni abbiano sempre mantenuto un atteggiamento responsabile nonostante i ripetuti allarmi lanciati negli ultimi mesi.
Le ripercussioni
Per evitare il blocco e le sue pesanti ripercussioni sull’economia e sulla vita quotidiana – dal rischio scaffali vuoti nei supermercati allo stop delle filiere produttive – il coordinamento avanza richieste precise: l’immediata attuazione del credito d’imposta già previsto, ristori pari a 200 euro ogni 1.000 litri di gasolio, la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali e l’adozione di un quadro temporaneo di aiuti a livello europeo.
Situazione di estrema gravità
A rilanciare l’allarme è anche il segretario nazionale di Confartigianato Trasporti e segretario generale di Unatras, Sergio Lo Monte, che parla di una situazione “di estrema gravità” e ribadisce l’inevitabilità del fermo senza interventi immediati. “Non vogliamo danneggiare il Paese – avverte – ma continuare così significa aggravare le perdite e mettere definitivamente in ginocchio il settore”.
Appello all’unità
Infine Unatras lancia un appello all’unità della categoria, invitando le proteste spontanee a confluire in iniziative coordinate e nel rispetto della legge, per dare maggiore forza alle rivendicazioni. Perché, avvertono i trasportatori, “se si spegne l’autotrasporto, si spegne il Paese”.





