giovedì, 30 Maggio, 2024
Economia

Swift: la quota del renminbi tocca il 5%. Il dollaro resta saldo al 47%

Lo yuan cinese pesa sempre più come moneta globale

Il peso dello yuan come strumento di pagamento internazionale diventa sempre più forte, anche se resta lontano dal biglietto verde americano. Su scala globale la moneta cinese, a marzo, ha sfiorato il 5%: secondo i dati diffusi dalla Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (Swift), la quota del renminbi è salita dal 4% al 4,69%, al livello più alto dalla creazione del nuovo livello di riferimento deciso a luglio 2023. Il dollaro resta saldo al primo posto con il 47%, seguito da euro, sterlina e, appunto, yuan, in base ai dati sulle transazioni dello scorso mese compilati dal servizio di messaggistica finanziaria globale. In calo l’euro, scivolato sotto il 22% a fronte del 24,4% riportato all’introduzione della nuova scala.

I dati di Swift, inoltre, non comprendono l’intero mercato dei cambi da 7.500 miliardi dollari quotidiani, ma l’ultimo rapporto fa luce sui vasti pool di flussi valutari che guidano il commercio globale. Quando Swift iniziò a monitorare l’uso dello yuan nel 2010, la sua quota globale era inferiore allo 0,1%.

La Cina sfrutta la Via della Seta

Secondo gli analisti per ottenere sempre più peso globale, sul fronte finanziario, la Cina sta utilizzando i prestiti concordati attraverso la sua Belt and Road Initiative (BRI) per promuovere lo yuan a livello internazionale, avendo già aumentato la quota della valuta nei pagamenti globali a livelli record. Durante l’ultimo Belt and Road Forum di Pechino le banche politiche cinesi hanno firmato una serie di contratti di prestito denominati in yuan con istituti di credito stranieri. Molti dei 130 paesi che hanno partecipato al forum appartenevano al Sud del mondo, mentre la maggior parte delle nazioni occidentali è rimasta lontana, e la presenza del presidente russo Vladimir Putin ha sostenuto l’ambizione del presidente cinese Xi Jinping per un nuovo ordine mondiale multipolare finanziario.

L’euro, una disillusione

Da almeno 80 anni, e soprattutto dalla fine di Bretton Woods (1971), il dollaro è di gran lunga la moneta con maggior ruolo internazionale. Questo significa che qualsiasi transazione di beni o servizi a livello internazionale viene pattuito in dollari. Motivo per cui la “moneta verde” è la più potente del mondo. Al secondo posto, con considerevole distacco, viene l’euro che, dopo la sua nascita nel 1999, ha prima rapidamente accresciuto il suo ruolo internazionale ma, dopo la Grande Crisi del 2008 e, soprattutto, quella dell’eurozona nel 2010-12, ha ridimensionato la sua importanza. Oggi conta per circa 1/3 del dollaro. Le altre valute con spazi internazionali significativi (in ordine decrescente di importanza: yen, sterlina, renmimbi, dollaro canadese, dollaro australiano, franco svizzero) hanno un ruolo minore (o molto minore) di 1/10 di quello del dollaro.

La New Development Bank

Franco Bruni, vice presidente Ispi, sostiene che “il tentativo della Russia di riorientare il suo commercio e la sua finanza verso la Cina sembrerebbe supportare l’ipotesi della formazione di un blocco economico-finanziario orientale al quale potrebbero associarsi diversi Paesi asiatici fino a comprendere l’India e altri Paesi emergenti oggi meno allineati con le posizioni politiche “occidentali”, come il Brasile e il Sud Africa. I Paesi del gruppo BRICS hanno voluto sottolineare la loro unità sotto la presidenza cinese.” Senza dimenticare chela loro crescente collaborazione finanziaria ha anche dato luogo alla New Development Bank che dal 2016 opera nel finanziamento dello sviluppo in parte in concorrenza con altre istituzioni finanziarie multilaterali.

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