mercoledì, 18 Maggio, 2022
Agroalimentare

Prandini (Coldiretti): Italia nel 2021 record di 1837 fenomeni estremi. Dal Pnrr fondi per agricoltura e territori

Nel 2021 l’Italia ha raggiunto un record: 1837 fenomeni meteorologici avversi ed estremi. Con l’ultima ondata di maltempo che ha devastato la Sicilia sale il conto degli eventi che creano disastri nelle aree urbane e nei campi con danni enormi alle coltivazioni. Tra nubifragi, tornado, tempeste di vento, grandinate, ondate di calore e di gelo, gli eventi estremi sono aumentati del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Mediterraneo ed uragani

L’uragano del sud, sottolinea la Coldiretti, sta mettendo in ginocchio l’agricoltura siciliana distruggendo le coltivazioni di ortaggi mentre ci vorranno anni per ripiantare gli agrumeti sradicati o finiti sott’acqua. “È impossibile entrare nei campi per effettuare le tradizionali semine autunnali mentre”, precisa la Coldiretti, “il vento ha fatto cadere a terra le olive dagli alberi e gravi danni si registrano anche alle strutture e alle infrastrutture agricole.

Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione”. I costi stimati dalla Confederazione dei danni hanno già superato i due miliardi tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

Cemento e abbandono

Violenti temporali e tempeste di vento colpiscono le città e le campagne, e sottolinea la Coldiretti, “si abbattono su un territorio nazionale fragile dove a causa della cementificazione e dall’abbandono sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che hanno parte del proprio territorio a rischio frane e alluvioni”.

Nuova e pericolosa fase

“Quanto sta accadendo in questi giorni”, afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, “evidenzia che siamo entrati in una nuova fase del fenomeno dei cambiamenti climatici dinanzi alla quale servono nuove strategie per garantire la messa in sicurezza dei territori e delle attività produttive”. Per Coldiretti il Piano nazionale di Ripresa può rappresentare un’opportunità per introdurre nuove tecniche capaci di affrontare quelle situazioni di emergenza che gli strumenti della legislazione attuale non sono più in grado di governare.

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