La minaccia degli attacchi informatici e della guerra ibrida sarà al centro del prossimo G7 Esteri. Il ministro Antonio Tajani ha annunciato l’intenzione di portare il tema al tavolo internazionale, dopo essere finito nel mirino di un’operazione di dossieraggio hacker attribuita al gruppo filorusso Noname057. «Ho già scritto al mio omologo francese. I russi non faranno una guerra tradizionale con noi: la minaccia è a 360 gradi e va affrontata attraverso una presa di coscienza collettiva», ha dichiarato il vicepremier.
L’attacco avrebbe coinvolto anche magistrati e vertici delle forze di polizia. Sul dark web sarebbero stati pubblicati dati personali del ministro degli Esteri e di alcuni suoi familiari, in un’operazione che si inserisce nel quadro delle attività di guerra ibrida che prendono di mira l’Italia e altri Paesi europei. “Le minacce filorusse e la taglia per ottenere informazioni sulla mia famiglia? Sono due giorni che seguiamo la vicenda”, ha spiegato Tajani in un’intervista a Il Giornale. Il ministro ha quindi illustrato le misure adottate dalla Farnesina sul fronte della sicurezza informatica: “Dal primo gennaio abbiamo rivoluzionato il ministero con una direzione generale e una sala operativa cyber attiva 24 ore su 24, collegata con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Io ho già il livello di sicurezza più alto, l’attenzione è massima”.
Piantedosi convoca il Comitato per la sicurezza
Sul caso si muove anche il Viminale. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato per martedì 10 novembre una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Al centro dell’incontro l’esame dei rischi per la sicurezza pubblica connessi agli attacchi informatici e alla crescente minaccia cyber. “Oggi la minaccia si alza di livello, toccando gli affetti personali. Ma le nostre difese cibernetiche sono operative e la risposta è pronta a ogni tentativo di intrusione”, ha aggiunto Tajani, sottolineando la necessità di mantenere alta la vigilanza.
Nessuna accusa senza prove, ma la guerra ibrida è evidente
Sull’eventualità di convocare l’ambasciatore russo, il titolare della Farnesina invita alla cautela. “Finché non ci sono prove formali bisogna muoversi con cautela, insieme all’intelligence e alla polizia postale”, ha spiegato. Questo, tuttavia, non significa sottovalutare la portata della minaccia: “La natura della guerra ibrida è chiara: siamo di fronte a reti opache che compiono operazioni illecite”. Per Tajani, il rischio è destinato a crescere in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. «Ci sarà un tentativo sistematico di condizionare l’opinione pubblica e dividere gli europei attraverso la disinformazione», ha avvertito il ministro, che ha ribadito la necessità di una «massima vigilanza».
La polemica sulle immagini false generate con l’IA
Nell’intervista Tajani è tornato anche sulla fotografia manipolata e successivamente rimossa dal presidente del Pd Stefano Bonaccini. Il ministro ha rilanciato il proprio appello a evitare l’impiego dell’intelligenza artificiale per alterare la realtà durante la campagna elettorale. “Utilizzarla per manipolare la realtà e dimostrare una tesi falsa”, osserva infine Tajani, “alimenta la disinformazione. Fare satira va bene, ma ridicolizzare e delegittimare chi rappresenta il Paese nel mondo è un atto grave”.





