0

Dopo un voto dall’esito incerto, la Nuova Zelanda dovrà attendere settimane per il nuovo governo

domenica, 8 Novembre 2026
1 minuto di lettura

La Nuova Zelanda entra in settimane di incertezza dopo elezioni politiche dall’esito ancora sospeso. La coalizione guidata dal premier Christopher Luxon conserva, sulla base dei risultati preliminari, una maggioranza ridottissima in Parlamento, ma una quota potenzialmente decisiva di schede deve ancora essere scrutinata. Il verdetto definitivo è atteso il 27 novembre.

Secondo le proiezioni della Commissione elettorale, il National Party di Luxon, insieme ad ACT e New Zealand First, raggiungerebbe 67 seggi sui 131 previsti nel nuovo Parlamento. Per governare ne servono 66. Il margine è dunque minimo e potrebbe essere modificato dai cosiddetti “special votes”, circa il 14% del totale, che comprendono anche le schede degli elettori all’estero e di quanti hanno votato fuori dalla propria circoscrizione. Storicamente questi voti hanno favorito maggiormente le forze di sinistra.

Né Luxon né il leader laburista Chris Hipkins hanno proclamato la vittoria. Il premier ha riconosciuto che la competizione si è rivelata estremamente serrata, pur giudicando possibile la conferma dell’attuale coalizione. Fino alla formazione del nuovo esecutivo resterà alla guida di un governo ad interim.

A complicare lo scenario potrebbe essere l’Opportunity Party, formazione centrista destinata, secondo le proiezioni, a entrare per la prima volta in Parlamento. Se il conteggio definitivo privasse l’attuale coalizione della maggioranza, il partito potrebbe assumere un ruolo determinante nella costruzione sia di un governo di centrodestra sia di una possibile alternativa orientata a sinistra. Luxon, che in precedenza aveva escluso intese con Opportunity, domenica ha ammorbidito la propria posizione, dichiarandosi disponibile a costruire un rapporto con la formazione.

Il voto ha evidenziato anche la crescente frammentazione politica del Paese. National e Labour sono rimasti entrambi sotto il 30% dei consensi, il loro livello combinato più basso dall’introduzione dell’attuale sistema proporzionale nel 1996. Sul risultato hanno pesato soprattutto la debolezza dell’economia e il costo della vita. Per conoscere però chi guiderà davvero la Nuova Zelanda servirà attendere l’ultima scheda.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Verde è Popolare” avvia i motori. Balducci: nuovo ambientalismo. Rotondi: popolari senza confini

“Abbiamo creato una idea nuova diventata partito. Noi uniremo due…

“Non dovrai mai far sapere per chi voti”

Una delle regole auree che insegnavano gli anziani giornalisti con…