La tragedia di Cracovia assume contorni ancora più drammatici. Sono stati identificati i tre corpi rinvenuti nell’abitazione del 24enne polacco che ieri ha aperto il fuoco contro la folla nel centro della città: si tratta del padre, di 53 anni, della madre, di 52, e della sorella, di appena 20 anni. A confermare l’identità delle vittime ai media locali è stato il vice ispettore Andrzej Fijolek, portavoce delle forze dell’ordine polacche. Secondo quanto riferito, tutti e tre sarebbero stati uccisi con colpi d’arma da fuoco. Una scoperta che apre nuovi e inquietanti interrogativi sulla dinamica della strage e sulle ore precedenti all’attacco. Le autorità stanno cercando di ricostruire quanto accaduto nell’abitazione del giovane, situata a Ostrowiec Świętokrzyski, e di stabilire se gli omicidi dei familiari siano avvenuti prima della sparatoria nel centro di Cracovia.
Il bilancio complessivo dei morti sale così a nove: sei persone uccise nella sparatoria in città e i tre familiari trovati senza vita nell’abitazione del presunto responsabile. È invece salito a 16 il numero delle persone rimaste ferite, tra le quali figurano cinque cittadini stranieri. Lo stesso portavoce delle forze dell’ordine ha precisato che il 24enne, raggiunto dai colpi esplosi dagli agenti durante l’intervento, è gravemente ferito e resta in condizioni critiche in ospedale.
La sparatoria nella piazza del Mercato
L’attacco è avvenuto nel pomeriggio di sabato, intorno alle 15, nella piazza del Mercato principale, il Rynek Główny, uno dei luoghi più frequentati e simbolici della città polacca, abitualmente affollato di turisti e residenti.
Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, il giovane avrebbe raggiunto la piazza a bordo di una Subaru nera, dalla quale avrebbe cominciato a sparare indiscriminatamente contro i passanti utilizzando un fucile semiautomatico AR-15. Vestito con abbigliamento militare, avrebbe seminato il panico tra le persone presenti, prima di allontanarsi e ingaggiare un conflitto a fuoco con la polizia.
Gli agenti sono riusciti a fermarlo dopo un inseguimento e uno scontro armato, durante il quale il 24enne è stato colpito. Nella sua automobile sarebbero state trovate altre armi, munizioni e materiale di tipo militare.
La polizia ha escluso la presenza di un secondo attentatore, smentendo le prime indiscrezioni circolate nelle ore successive alla sparatoria. Il giovane è stato arrestato e trasferito in ospedale. Le sue condizioni restano estremamente gravi.
Tra le persone coinvolte figurano anche agenti di polizia, alcuni dei quali hanno riportato ferite molto serie durante l’intervento. Le autorità stanno inoltre verificando la provenienza delle armi e il contesto nel quale è maturato l’attacco.
Al vaglio l’ipotesi dell’estremismo
Resta ancora da chiarire il movente della strage. Il ministro dell’Interno polacco Marcin Kierwiński ha riferito che i primi elementi investigativi farebbero ipotizzare una possibile influenza dell’ideologia dell’estrema destra sul giovane. Si tratta, tuttavia, di una pista ancora al vaglio degli investigatori, che stanno approfondendo la personalità del sospettato, le sue frequentazioni e le eventuali connessioni con altri soggetti.
L’ulteriore scoperta dei tre familiari uccisi potrebbe rivelarsi decisiva per comprendere la sequenza degli avvenimenti e stabilire se l’aggressione in famiglia sia collegata alla successiva sparatoria in centro.
Tusk a Cracovia: «Non strumentalizzate questa tragedia»
Il primo ministro Donald Tusk ha raggiunto Cracovia dopo la sparatoria e ha partecipato a un briefing con i responsabili dei servizi di emergenza e delle forze dell’ordine. Attraverso un messaggio pubblicato su X, il premier ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime e riconoscenza agli agenti intervenuti, sottolineando il coraggio dimostrato durante le operazioni.
Tusk ha inoltre rivolto un appello alle forze politiche di ogni schieramento affinché la tragedia non venga trasformata in uno strumento di contrapposizione: «Non strumentalizzate questa tragedia. Faremo luce su tutte le circostanze di questo crimine».
La vicenda ha suscitato reazioni anche ai vertici delle istituzioni europee. L’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri, Kaja Kallas, ha manifestato il proprio cordoglio, assicurando che «in questo momento di lutto, la Polonia non è sola». Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha espresso vicinanza ai familiari delle vittime, ai feriti e all’intera popolazione di Cracovia, ringraziando gli agenti che hanno affrontato il pericolo durante l’intervento.
Meloni: «Profondo dolore per un vile atto di violenza»
Dall’Italia è arrivato il messaggio di cordoglio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso «profondo dolore» per quello che ha definito un «vile e inaccettabile atto di violenza». La premier ha rivolto le condoglianze del Governo alle famiglie delle vittime e un augurio di pronta guarigione ai feriti, assicurando la vicinanza dell’Italia al popolo polacco.
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha manifestato solidarietà alle autorità di Varsavia e al collega polacco Radosław Sikorski. La Farnesina ha inoltre fatto sapere che l’Ambasciata italiana in Polonia e la rete consolare si sono attivate per fornire assistenza agli eventuali connazionali presenti nella zona interessata dagli eventi.
Alle dichiarazioni istituzionali si sono aggiunti i messaggi di esponenti politici italiani, tra cui la vicesegretaria nazionale di Forza Italia Deborah Bergamini e il deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Loperfido, presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Polonia.
Intanto, mentre Cracovia è ancora sotto shock, gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire ogni passaggio della vicenda. La scoperta dei tre familiari uccisi nell’abitazione del giovane apre uno scenario ancora più inquietante: non soltanto una sparatoria indiscriminata contro la folla, ma una possibile strage familiare che potrebbe aver preceduto l’attacco nel cuore della città. Le ragioni di una violenza tanto estrema restano, al momento, ancora senza una risposta.





