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Carlo Casini verso gli altari: l’11 dicembre si apre a Roma la causa di beatificazione e canonizzazione

L’annuncio di Luisa Santolini, presidente dell’Associazione Amici di Carlo Casini. La cerimonia, alla presenza del cardinale Baldassarre Reina, si terrà nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Apostolico Lateranense
sabato, 7 Novembre 2026
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Il prossimo 11 dicembre, alle ore 12, a Roma, alla presenza del cardinale Baldassarre Reina, nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Apostolico Lateranense, verrà ufficialmente aperta la causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Carlo Casini. A darne l’annuncio è stata l’onorevole Luisa Santolini, presidente dell’Associazione Amici di Carlo Casini, con parole che esprimono tutta la partecipazione e l’attesa di quanti, negli anni, hanno condiviso il cammino umano, culturale e spirituale di Casini. “In questi tempi tanto difficili e oscuri una scintilla di luce si accende ogni tanto”, scrive Santolini, manifestando “immensa gioia e grande emozione”, per l’avvio di questo percorso ecclesiale. “Un evento davvero importante per tutti noi e tutti siete invitati a questa solenne cerimonia che aprirà un nuovo cammino per Carlo, che tutti vorremmo vedere sugli altari. Da quel giorno potremo pregare anche lui di condurci per mano nelle nostre scelte e nella nostra vita di cristiani”.

Una vita al servizio della persona e della vita umana

Nato a Firenze nel 1935, Carlo Casini è stato una delle figure più significative del cattolicesimo impegnato nella vita pubblica italiana ed europea. Magistrato, giurista, uomo delle istituzioni e politico, ha saputo coniugare la propria formazione cristiana con un impegno civile costante, ponendo al centro della sua attività la difesa della vita umana, dal concepimento fino al suo naturale compimento. Allievo di Giorgio La Pira, dal quale ha certamente raccolto la visione di una politica intesa come servizio alla persona e al bene comune, Casini è stato tra i fondatori del primo Centro di Aiuto alla Vita e del Movimento per la Vita italiano, di cui ha ricoperto la presidenza nazionale dal 1990 al 2015. Il suo impegno si è sviluppato anche nelle istituzioni. Ha ricoperto incarichi parlamentari in Italia e al Parlamento europeo, nell’ambito del Partito Popolare Europeo, ed è stato esponente dell’Unione di Centro (UDC). Ha inoltre fatto parte della Pontificia Accademia per la Vita e del Comitato Nazionale per la Bioetica. La sua non è stata soltanto una battaglia culturale e politica, ma una vera e propria testimonianza cristiana, vissuta attraverso l’incontro con le persone, il dialogo e la convinzione che ogni essere umano, indipendentemente dalle condizioni di vita, dall’età, dall’etnia o dalla religione, possieda una dignità inviolabile. Marito e padre di famiglia, ha mantenuto un rapporto di amicizia e stima con san Giovanni Paolo II e santa Teresa di Calcutta, due figure che hanno rappresentato importanti punti di riferimento nella sua esperienza spirituale. Anche durante la malattia, affrontata con profonda fede, Casini ha continuato a essere testimone dei valori nei quali aveva creduto e per i quali si era battuto per tutta la vita. È morto a Roma il 23 marzo 2020, dopo aver affrontato la SLA.

Il ricordo di Antonino Giannone: un sorriso che trasmetteva luce e speranza

L’annuncio dell’apertura della causa rappresenta anche l’occasione per rinnovare il ricordo di quanti hanno avuto la fortuna di incontrare personalmente Carlo Casini e di essere stati segnati dalla sua testimonianza. Tra questi c’è Antonino Giannone, presidente dell’associazione culturale Umanesimo ed Etica per la Società Digitale, aderente a Ditelo sui Tetti, che affida a una testimonianza personale il ricordo di un incontro rimasto indelebile nella sua memoria. “Carlo Casini, un sorriso illuminante che mi accompagna, lo stesso sorriso luminoso di Madre Teresa di Calcutta”, racconta Giannone. Un accostamento significativo, nato da due esperienze personali vissute in momenti e contesti differenti, ma rimaste impresse nella sua memoria come incontri con due autentici giganti dell’umanesimo cristiano. “Mi è capitato di trovarmi seduto accanto a loro in circostanze diverse. Con Carlo Casini, negli anni Settanta, durante convegni politici dedicati all’Europa e al tema della vita. Ricordo le sue parole di incoraggiamento e di speranza quando gli ponevo delle domande. Era sempre positivo, sorridente, capace di trasmettere fiducia fin dal primo momento”. Di quegli incontri Giannone conserva soprattutto il tratto umano e spirituale: uno sguardo luminoso, una disponibilità autentica all’ascolto, la capacità di comunicare fiducia e speranza. Il ricordo di Madre Teresa di Calcutta è legato, invece, a un incontro avvenuto nella sala d’attesa VIP dell’aeroporto di Fiumicino. La Santa era seduta accanto a lui e lo guardava con uno sguardo che Giannone non ha più dimenticato. «Io, un po’ impacciato con il mio inglese, riuscii soltanto a dirle: “Thank you Mother Teresa for this chance encounter”». Due incontri diversi, dunque, ma accomunati da una medesima impressione, rimasta viva anche a distanza di tanti decenni. “Da entrambi questi cristiani, Carlo Casini e Madre Teresa di Calcutta, restai e resto ancora profondamente impressionato. Per chi ha fede, erano persone nelle quali sembrava trasparire la Grazia santificante. Il loro sguardo, il tono della voce, il modo di rivolgersi agli altri lasciavano percepire un amore autentico verso il prossimo e verso la vita umana”.

Una testimonianza che continua nel tempo

Per Giannone, il significato di quegli incontri è diventato ancora più profondo con il passare degli anni. Soltanto dopo la conclusione del loro cammino terreno ha compreso quanto quelle figure avrebbero continuato ad accompagnarlo e a ispirare il suo impegno. “Ho capito che mi avrebbero accompagnato e illuminato nel mio cammino e nel mio impegno per la vita e per un mondo migliore, che rispetti la persona, la sua dignità e la tutela della vita a ogni latitudine, qualunque sia l’etnia o la religione di appartenenza”. Un messaggio che Giannone collega anche alle grandi trasformazioni tecnologiche del nostro tempo e alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dal transumanesimo. “Grazie, Madre Teresa di Calcutta. Grazie, Carlo Casini. L’11 dicembre verrò a pregare perché tu possa avere uno sguardo protettivo su questa umanità, che rischia di andare verso un transumanesimo nel quale, attraverso l’attuale sviluppo dell’intelligenza artificiale, gli esseri umani rischiano di essere considerati soltanto algoritmi o dati”.

Un nuovo cammino nella memoria della Chiesa

L’apertura della causa di beatificazione e canonizzazione segna dunque un passaggio importante nella memoria ecclesiale di Carlo Casini. Si apre un percorso di discernimento affidato alla Chiesa, che dovrà approfondire la sua vita, le sue virtù e la sua testimonianza cristiana. Per chi lo ha conosciuto, per quanti hanno condiviso le sue battaglie e per le generazioni che ne hanno raccolto l’eredità culturale e spirituale, l’11 dicembre sarà una giornata di particolare significato. Il ricordo di Carlo Casini non appartiene soltanto alla storia della politica italiana o del Movimento per la Vita. È anche la storia di un uomo che ha cercato di tradurre la propria fede in un impegno concreto per gli altri, facendo della difesa della vita e della dignità umana il filo conduttore della propria esistenza. Un sorriso, uno sguardo, una parola di speranza: sono spesso questi i segni che restano nel cuore di chi ha incontrato una persona capace di lasciare un’impronta autentica. Ed è proprio attraverso queste testimonianze che la figura di Carlo Casini continua a parlare al presente.

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