Il buco dell’ozono sopra l’Antartide torna a crescere e nel 2026 raggiunge dimensioni che non si registravano da un decennio. A certificarlo sono NOAA e NASA, secondo cui quest’anno il fenomeno si è classificato come il settimo più esteso nei 48 anni di osservazioni. Una brusca battuta d’arresto rispetto al 2025, senza però modificare, almeno per ora, le prospettive di recupero a lungo termine dello strato di ozono.
Nel periodo di massima riduzione, tra il 7 settembre e il 13 ottobre, l’area interessata ha avuto un’estensione media di circa 25 milioni di chilometri quadrati. Il picco è stato raggiunto il 18 settembre, quando il buco ha toccato 27,1 milioni di chilometri quadrati, circa il 90% del record assoluto osservato nel settembre 2000.
Le cause dell’anomalia
Alla base dell’anomalia c’è soprattutto un vortice polare particolarmente potente, che ha prolungato le condizioni favorevoli alla distruzione dell’ozono sopra l’Antartide. Secondo i ricercatori, nell’agosto e nel settembre scorsi sono stati inoltre particolarmente deboli i sistemi atmosferici che normalmente contribuiscono a disgregare il vortice.
Il dato allarmante nasconde però un segnale incoraggiante. Senza la riduzione delle sostanze responsabili dell’impoverimento dell’ozono, il fenomeno avrebbe potuto estendersi per altri 3,5 milioni di chilometri quadrati. NOAA e NASA sottolineano quindi l’efficacia degli interventi internazionali che hanno progressivamente ridotto la presenza nell’atmosfera dei composti contenenti cloro e bromo. Anche lo spostamento in avanti della formazione annuale del buco viene considerato un indizio della lenta guarigione dello strato protettivo. Le stime degli scienziati continuano infatti a indicare gli anni Settanta di questo secolo come possibile orizzonte per il recupero dell’ozono antartico. Il 2026 rappresenta dunque un campanello d’allarme, ma non un’inversione della tendenza: le condizioni meteorologiche possono ancora produrre forti oscillazioni da un anno all’altro, mentre il risanamento dell’atmosfera resta un processo destinato a richiedere decenni.





