Gli americani tornano alle urne per un voto destinato a ridisegnare gli equilibri politici di Washington. In palio c’è il controllo del Congresso, con tutti i 435 seggi della Camera e 35 competizioni per il Senato coinvolti nelle elezioni di medio termine. Ma se la posta in gioco è chiarissima, molto meno prevedibile è quando sarà possibile conoscere il risultato definitivo.
Associated Press conferma che tutti i 435 seggi della Camera sono sottoposti al voto nel ciclo elettorale 2026. Alla Camera la soglia decisiva è fissata a 218 seggi. Alla vigilia delle elezioni 219 membri si riuniscono nel gruppo repubblicano, appena uno in più della maggioranza richiesta quando tutti i seggi sono occupati. Un margine estremamente ridotto, che trasforma anche pochi collegi contesi in sfide potenzialmente determinanti per il controllo dell’assemblea.
Al Senato la situazione è differente. I repubblicani partono da una maggioranza di 53 a 47 e, grazie al voto del vicepresidente JD Vance in caso di parità, possono conservare il controllo raggiungendo quota 50. Ai democratici servono invece 51 seggi.
Il problema è che la notte elettorale potrebbe non consegnare immediatamente un vincitore. Alcuni Stati hanno procedure di scrutinio che richiedono più tempo e le schede inviate per posta possono contribuire ad allungare le operazioni. A complicare ulteriormente il quadro ci sono sistemi elettorali particolari, come il voto a scelta classificata utilizzato in alcuni Stati, nel quale può essere necessaria la redistribuzione delle preferenze prima di determinare il vincitore.
Anche per questo l’attenzione sarà concentrata non soltanto sui primi risultati, ma sulla velocità con cui i collegi decisivi verranno assegnati. Associated Press precisa che proclama un vincitore soltanto quando i candidati inseguitori non hanno più una strada possibile verso la vittoria. La battaglia per il Congresso potrebbe quindi trasformarsi in una lunga notte, o persino in diversi giorni di attesa. Con maggioranze così sottili, basteranno pochi seggi per cambiare gli equilibri di Washington.





