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Attacchi hacker ai supermercati, Palazzo Chigi: “Impatto limitato”. Ma resta alta l’attenzione

Indaga la Polizia Postale, mentre l'Agenzia per la Cybersicurezza rafforza i controlli. Sullo sfondo i precedenti europei e la possibile pista filorussa, ancora tutta da verificare
mercoledì, 4 Novembre 2026
3 minuti di lettura

Gli attacchi informatici che hanno preso di mira i sistemi di refrigerazione di supermercati e operatori della filiera alimentare hanno avuto in Italia un «impatto limitato». A chiarirlo è una nota diffusa da Palazzo Chigi al termine di una riunione tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, i vertici dei servizi di intelligence e i rappresentanti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn). «Non è emerso alcun caso di rischio per la salute dei cittadini riconducibile a fenomeni di scongelamento», precisa la comunicazione del governo. Ogni eventuale segnalazione di anomalia viene notificata dall’Acn ai Nas dei Carabinieri, per consentire interventi tempestivi. L’Agenzia sta inoltre incontrando i rappresentanti delle categorie interessate e gli amministratori dei principali operatori del settore. «Non sussiste quindi alcun allarme», conclude la nota, «ma permane la massima attenzione da parte di tutti i soggetti istituzionali competenti».

Le indagini della Polizia Postale

Intanto, sulla vicenda sta indagando la Polizia Postale, che sta approfondendo in particolare due episodi, in Sicilia e in Emilia-Romagna. Tra le realtà coinvolte ci sarebbe anche una Coop di Palermo, i cui dipendenti hanno raccontato di essere stati colpiti descrivendo una «situazione surreale». L’Italia si aggiunge così a una lista di Paesi europei interessati da episodi analoghi: Belgio, Lussemburgo, Irlanda, Paesi Bassi, Lettonia, Finlandia, Svezia e Germania. Un fenomeno che ha attirato anche l’attenzione delle istituzioni europee. Un portavoce della Commissione Ue ha riferito che a Bruxelles si sono già svolte due riunioni dedicate al caso.

L’allerta dell’Agenzia per la Cybersicurezza

Nelle scorse ore l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha richiamato gli operatori della grande distribuzione organizzata, della logistica alimentare, della refrigerazione industriale e le società di manutenzione alla necessità di adottare stringenti misure di sicurezza informatica. L’obiettivo è rafforzare la protezione dei sistemi di controllo degli impianti frigoriferi, sempre più spesso collegati a Internet e potenzialmente esposti ad accessi non autorizzati. Un’eventuale manomissione potrebbe infatti compromettere la conservazione degli alimenti e provocare danni economici rilevanti.

Donzelli: la guerra ibrida è già in atto

Sulla vicenda è intervenuto anche Giovanni Donzelli, vicepresidente del Copasir, secondo cui gli episodi confermano la necessità di investire maggiormente nella sicurezza informatica e nella difesa nazionale. «La guerra ibrida non si dichiara, è già in atto. È una guerra proprio perché ibrida: non c’è l’ambasciatore che va a consegnare la dichiarazione di guerra come in altri tempi. Noi siamo sotto attacco, è un dato di fatto».

I precedenti europei e la possibile pista filorussa

Al momento non esiste un’attribuzione ufficiale degli attacchi e nessuna organizzazione ha rivendicato gli episodi più recenti. Tuttavia, una ricerca pubblicata nelle scorse settimane dalla società americana di cybersicurezza Forescout documenta una serie di precedenti operazioni contro infrastrutture analoghe, rivendicate da gruppi di hacker filorussi. Secondo lo studio, pubblicato il 22 ottobre dai ricercatori di Vedere Labs, dall’inizio del 2026 sono stati registrati oltre venti attacchi rivendicati contro sistemi di refrigerazione industriale e commerciale. Tra le organizzazioni più attive figurano Z-Pentest Alliance e NoName057(16), entrambe considerate filorusse e già note per operazioni contro infrastrutture occidentali.

Gli attacchi mirati

Nel mirino, secondo la ricerca, sono finiti supermercati, magazzini ortofrutticoli, cantine vinicole e stabilimenti agroalimentari in Italia, Spagna e altri Paesi europei. Il 26 aprile scorso, sempre secondo Forescout, Z-Pentest Alliance avrebbe rivendicato dieci attacchi nell’arco di una sola giornata.

Come funzionano gli attacchi ai sistemi frigoriferi

Le modalità operative descritte dalla ricerca presentano analogie con quelle osservate nelle ultime settimane in Europa. Gli aggressori riescono ad accedere alle interfacce di controllo degli impianti frigoriferi collegati a Internet e a modificare da remoto temperature, cicli di sbrinamento e altri parametri di funzionamento. Si tratta di operazioni che possono provocare il deterioramento delle merci senza richiedere necessariamente l’impiego di software malevoli particolarmente sofisticati. È sufficiente, in alcuni casi, riuscire a entrare nei pannelli di controllo degli impianti e modificarne le impostazioni.

Forescout precisa tuttavia che non ci sono elementi per attribuire ai gruppi filorussi gli attacchi più recenti, né è stato dimostrato che gli episodi registrati nei diversi Paesi siano riconducibili a un’unica regia. La possibilità di un coinvolgimento di soggetti legati ad apparati statali viene comunque presa in considerazione dagli esperti internazionali.

La Commissione Ue: la fantascienza è diventata realtà

La vicenda è arrivata anche al centro del dibattito europeo. La commissaria Ue per la preparazione e la gestione delle crisi, Hadja Lahbib, è intervenuta sul tema aprendo il nono Forum europeo sulla protezione civile a Bruxelles. «Gli hacker prendono di mira ospedali, sistemi di comunicazione o processi elettorali, e proprio ieri hanno colpito i nostri supermercati. Ciò che un tempo appariva come fantascienza è oggi parte della nostra realtà quotidiana in termini di sicurezza».

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