Le urne devono ancora aprirsi, ma in Alaska la battaglia per il Senato è già arrivata davanti a un giudice. Il Dipartimento di Giustizia dell’amministrazione Donald Trump ha avviato un’azione legale per impedire preventivamente la certificazione del risultato qualora il senatore repubblicano uscente Dan S. Sullivan venisse sconfitto di stretta misura dalla democratica Mary Peltola.
Al centro del caso c’è un’omonimia che rischia di trasformarsi in un caso politico nazionale. Sulla scheda elettorale compare infatti anche Daniel J. Sullivan Jr., candidato il cui nome è quasi identico a quello del senatore. Il Dipartimento di Giustizia sostiene che la sua presenza possa indurre alcuni elettori in errore e chiede che, in determinate circostanze, la certificazione venga sospesa per verificare se voti destinati all’omonimo fossero in realtà rivolti al senatore uscente.
La questione è resa ancora più delicata dal peso dell’Alaska negli equilibri di Washington. La competizione tra Sullivan e Peltola è considerata molto combattuta e potrebbe contribuire a decidere quale partito controllerà il Senato dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre. Trump ha rivendicato personalmente l’iniziativa giudiziaria, dichiarando ai giornalisti di essere stato lui a chiedere di procedere.
Ma la candidatura del secondo Sullivan era già finita davanti ai giudici. La Corte Suprema dell’Alaska ne ha consentito la presenza sulla scheda, dove Daniel J. Sullivan Jr. compare senza indicazione di partito, mentre il senatore viene identificato come repubblicano e incumbent. L’iniziativa federale ha immediatamente acceso il confronto sui confini dell’intervento di Washington nelle elezioni amministrate dagli Stati. Il governo sostiene di voler proteggere l’integrità del voto, mentre diversi esperti contestano la base giuridica della richiesta. Il risultato è un paradosso destinato a pesare sulla campagna: ancora prima che gli elettori scelgano il loro senatore, è già cominciata la battaglia su come e quando quel verdetto potrà diventare ufficiale.





