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Rinnovabili, oltre 8.500 sistemi informatici esposti a possibili attacchi in Europa. Italia tra i Paesi più a rischio

mercoledì, 21 Ottobre 2026
1 minuto di lettura

Sono 8.547 i sistemi informatici utilizzati nei parchi fotovoltaici ed eolici europei che risultano raggiungibili tramite Internet, con il rischio che soggetti non autorizzati possano tentare di accedere alle infrastrutture di monitoraggio e controllo degli impianti. È quanto emerge dalla ricerca «To See the Wind and the Sun: Thousands of Exposed Systems in Europe’s Wind Farms and Solar Parks», realizzata da Modat e dal Centro nazionale per la cybersicurezza dei Paesi Bassi (NCSC-NL). L’indagine ha preso in esame le infrastrutture operative in 40 Paesi, comprendendo gli Stati dell’Unione Europea, quelli dell’Associazione europea di libero scambio e i Paesi candidati all’adesione. I sistemi potenzialmente esposti ad attacchi informatici sono stati individuati in 35 Paesi, con una netta prevalenza nel settore dell’energia solare.

Il comparto fotovoltaico registra il numero più elevato di esposizioni, con 7.942 sistemi informatici individuati in impianti distribuiti in 34 Paesi. A guidare la classifica è la Spagna, con 2.766 sistemi raggiungibili tramite Internet, pari al 35% del totale europeo. La concentrazione geografica emerge anche considerando gli altri Paesi maggiormente coinvolti. Insieme a Grecia, Italia e Germania, la Spagna rappresenta infatti il 76% dei sistemi esposti rilevati nel settore fotovoltaico. Quattro Paesi concentrano dunque oltre tre quarti delle esposizioni individuate dalla ricerca.

Eolico, Germania e Italia rappresentano il 67% dei casi

Per quanto riguarda l’energia eolica, l’analisi ha identificato 605 sistemi informatici accessibili via Internet, distribuiti in parchi presenti in 23 Paesi. In questo settore sono Germania e Italia a registrare i numeri più elevati, rispettivamente con 212 e 192 sistemi. Complessivamente, i due Paesi rappresentano il 67% delle esposizioni rilevate nell’eolico europeo.

La ricerca precisa che i dati riguardano i sistemi informatici e non le singole turbine o i pannelli fotovoltaici. Una stessa apparecchiatura può infatti essere utilizzata per gestire più aerogeneratori o addirittura un intero parco eolico. Il numero dei sistemi individuati non corrisponde quindi necessariamente a quello degli impianti o delle singole unità di produzione energetica.

I rischi per il controllo degli impianti

Uno degli aspetti evidenziati dall’indagine riguarda le funzionalità delle interfacce web raggiungibili dall’esterno. Questi strumenti possono consentire la visualizzazione dei dati di produzione energetica in tempo reale, ma anche mostrare comandi per l’avvio, l’arresto o il ripristino delle turbine e informazioni relative alla loro posizione geografica. La disponibilità di tali interfacce attraverso Internet potrebbe rappresentare un potenziale punto di accesso per soggetti non autorizzati che tentassero di manipolare i sistemi o interrompere il funzionamento degli impianti, qualora le protezioni adottate risultassero insufficienti.

L’esposizione online, tuttavia, non equivale a una violazione informatica. La ricerca non dimostra che gli 8.547 sistemi individuati siano stati compromessi, ma segnala la loro raggiungibilità attraverso la rete e i possibili rischi associati a un accesso non autorizzato. Un elemento centrale dell’indagine è quindi la distinzione tra la presenza di un sistema accessibile tramite Internet e l’effettiva possibilità di prenderne il controllo. I risultati delineano la distribuzione geografica delle esposizioni informatiche nei settori fotovoltaico ed eolico europei, senza attestare che si siano verificati attacchi o interruzioni del funzionamento degli impianti.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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