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Caro gasolio, il governo sblocca 480 milioni per fermare la protesta dei Tir

Dopo il vertice in prefettura a Milano con le associazioni dell’autotrasporto, Salvini annuncia l’erogazione immediata dei fondi già stanziati e nuove risorse per il settore. Rixi: “I blocchi non possono continuare sine die”
mercoledì, 21 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

Sbloccare immediatamente i fondi già stanziati e individuare nuove risorse per contenere gli effetti del caro gasolio e fermare la protesta degli autotrasportatori. È su questo doppio binario che si è sviluppato in prefettura a Milano il confronto tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il viceministro Edoardo Rixi e le associazioni di categoria. «Stiamo lavorando al massimo per dare risposte concrete. I 430 milioni che sono già a bilancio, quindi già stanziati, sono disponibili», ha dichiarato Salvini, annunciando l’avvio delle erogazioni già nel corso della settimana per superare gli ostacoli burocratici. «Molte imprese non possono aspettare», ha sottolineato Salvini.

Le risorse aggiuntive

L’impegno del governo non si limiterà allo sblocco delle risorse esistenti. «Ci saranno sicuramente risorse aggiuntive», ha assicurato Salvini, spiegando che sono in corso ulteriori valutazioni. Tra le misure allo studio anche una disponibilità di cassa per il cosiddetto Marebonus, il cui quadro normativo europeo è stato definito dal ministro «fuori dal mondo e fuori dal tempo».

Rixi: sbloccato circa un miliardo

Al termine del vertice con le associazioni Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito Fiap, Confcooperative, Legacoop Produzione e Servizi e Sna-Casartigiani, il viceministro Edoardo Rixi ha fornito ulteriori dettagli sul piano degli interventi. «Abbiamo sbloccato circa un miliardo di euro: 480 milioni per quanto riguarda tutte le domande che sono arrivate fino ad agosto e poi mettiamo nuove risorse su settembre-ottobre, però il credito d’imposta sarà ovviamente nel ’27». Rixi ha precisato che partirà l’erogazione dei contributi, per un ammontare complessivo passato dai 430 milioni inizialmente indicati a circa 480 milioni, con l’obiettivo di soddisfare tutte le domande presentate entro il 30 agosto, ultima finestra aperta per le richieste.

Il Governo chiede lo stop ai blocchi

La priorità dell’esecutivo è ora convincere i manifestanti a interrompere la protesta, facendo leva sull’impegno a erogare rapidamente gli aiuti. Nel pomeriggio, alle 15, Salvini è atteso a un nuovo confronto con i rappresentanti degli autotrasportatori autonomi, compresa la componente dei Cobas coinvolta nei blocchi dei giorni scorsi. «Una situazione come questa non può continuare, quindi giuste le istanze, però i blocchi non possono essere consentiti sine die», ha affermato Rixi, riconoscendo le difficoltà del settore ma ribadendo la necessità di porre fine alle interruzioni della circolazione e delle attività logistiche.

In difficoltà la filiera alimentare

Le conseguenze della protesta si fanno intanto sentire anche sul fronte della logistica. Il fermo degli autotrasportatori ha bloccato le attività dell’Interporto Sud Europa, tra Marcianise e Maddaloni, in provincia di Caserta. Una lunga colonna di camion impedisce le operazioni in quello che rappresenta uno dei principali poli commerciali e logistici dell’Italia centro-meridionale. A lanciare l’allarme è anche la filiera della distribuzione alimentare. Se la protesta dovesse cessare in giornata, il settore dei prodotti freschi potrebbe recuperare gradualmente la normalità in tempi relativamente brevi. «Nell’arco di due-tre giorni si potrebbe tornare a una quasi normalità», ha spiegato Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, intervenendo a 24 Mattino su Radio 24.

Federdistribuzione: danni ai cittadini e merci da buttare

Buttarelli ha riconosciuto la legittimità delle rivendicazioni degli autotrasportatori, invitando però a evitare che la protesta comprometta l’intera catena di approvvigionamento. «Una protesta assolutamente legittima deve essere gestita in un modo corretto, ma non può prendere in ostaggio un’intera filiera», ha dichiarato. Il rischio, ha avvertito, è che le merci deperibili accumulate nei depositi debbano essere smaltite, con perdite che coinvolgono non soltanto la distribuzione, ma anche i produttori e il comparto agricolo. «È evidente che stiamo guardando un settore che ha le sue giuste rivendicazioni, ma che sta creando un danno ai cittadini», ha concluso il presidente di Federdistribuzione.

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