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Sicurezza, stretta del Governo contro le violenze: fino a cinque anni di carcere per chi devasta durante i cortei

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto dopo gli scontri di Milano. Fermo preventivo esteso ai minorenni, multe ai genitori e 500 soldati in più per presidiare la città
mercoledì, 21 Ottobre 2026
3 minuti di lettura

Dunque, tutto come previsto: ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo decreto sulla sicurezza e sulla criminalità minorile. Un provvedimento, questo, che arriva dopo gli episodi di violenza che hanno interessato Milano e altre città italiane nell’ultimo fine settimana e che introduce misure per contrastare i disordini, rafforzare la prevenzione e colpire i responsabili dei danneggiamenti. «Abbiamo visto tutti le immagini delle violenze che hanno sconvolto Milano e altre città d’Italia nello scorso weekend: sono scene inaccettabili, che nessuno può pensare di minimizzare o giustificare», il commento di Giorgia Meloni.

Tra le principali novità figura l’introduzione del reato di partecipazione violenta a una manifestazione, punito con una pena fino a cinque anni di reclusione e una multa che può raggiungere i 20mila euro. Le sanzioni aumentano per chi agisce con il volto coperto o provoca lesioni. L’intervento legislativo punta a distinguere l’esercizio del diritto di manifestare dalle condotte violente: «Non c’è idea politica, messaggio sociale o opposizione al Governo che possa giustificare la devastazione di un negozio per portarne via la merce», il monito del Presidente del Consiglio.

Fermo preventivo fino a 24 ore anche per i minorenni

Il decreto estende ai minorenni la possibilità di applicare il fermo preventivo fino a 24 ore nei confronti di soggetti sospettati di poter partecipare a disordini. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha inoltre illustrato l’ampliamento dell’ambito di applicazione ai luoghi caratterizzati da forti afflussi di persone, oltre alle manifestazioni. Una modifica che l’esecutivo considera necessaria per prevenire episodi di violenza anche nei contesti ad alta concentrazione di pubblico.

Un altro punto centrale riguarda la responsabilità economica per i danni. Il decreto prevede una sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro a carico di chi esercita la responsabilità genitoriale, qualora un minorenne commetta uno o più reati nelle circostanze individuate dalla normativa. L’importo può raddoppiare in caso di reiterazione. Per i danni ai beni pubblici il prefetto potrà emettere un’ingiunzione di pagamento. Nel caso delle proprietà private, invece, il titolare avrà accesso a una procedura semplificata per ottenere dal giudice un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. «Applichiamo il principio del chi rompe paga», le parole di Meloni.

Imputabilità dai 14 anni e giustizia minorile

Il provvedimento interviene anche sulla presunzione della capacità di intendere e di volere dei ragazzi tra 14 e 18 anni, salva prova contraria e nel rispetto della disciplina prevista dal codice penale. La disposizione, già inserita in un disegno di legge, acquista efficacia immediata con il decreto-legge.

Il pacchetto comprende inoltre un incremento dei magistrati e dei posti negli istituti penali per minorenni. L’obiettivo indicato dall’esecutivo è rafforzare il sistema della giustizia minorile e assicurare la certezza della pena anche per gli adolescenti responsabili di reati.

Milano, arrivano 500 militari aggiuntivi

Il Consiglio dei ministri ha autorizzato il potenziamento dell’operazione «Strade sicure» con l’invio di 500 militari aggiuntivi a Milano, che affiancheranno Polizia di Stato e Carabinieri fino alla fine dell’anno. Il Ministro della Difesa Guido Crosetto metterà il contingente a disposizione per rafforzare i presidi, intensificare la vigilanza dei siti sensibili e migliorare il controllo del territorio.

Secondo il ministero della Difesa la misura consentirà alle forze di polizia di concentrare maggiori risorse sulle attività di prevenzione, intervento, contrasto dei reati e ordine pubblico.

Esclusi i poteri di polizia giudiziaria per i soldati

Dopo una serie di modifiche e interlocuzioni con il Quirinale, dal testo è stata eliminata l’ipotesi di attribuire poteri di polizia giudiziaria ai militari dell’operazione «Strade sicure». Il personale della Difesa continuerà quindi a svolgere le attività previste dall’operazione, in coordinamento con le forze dell’ordine e nel rispetto delle rispettive competenze.

Il bilancio delle violenze

Meloni ha riferito che gli scontri degli ultimi giorni hanno provocato il ferimento di quasi 200 appartenenti alle forze dell’ordine, mentre nella sola Milano i danni alle attività commerciali ammonterebbero a circa un milione di euro. Secondo i dati citati dal Premier le forze dell’ordine hanno fermato e arrestato complessivamente 330 persone, circa la metà delle quali di origine straniera, nate all’estero oppure in Italia da famiglie straniere. Il Primo Ministro ha inoltre richiamato il caso del più giovane tra i ragazzi identificati a Milano, che avrebbe appena 11 anni: «Fa male e fa paura e ci chiama tutti in causa».

Minorenni e social

Nella ricostruzione di Meloni accanto alle frange antagoniste avrebbero partecipato agli episodi di violenza centinaia di giovanissimi, numerosi dei quali minorenni, richiamati attraverso un video diffuso sui social. Secondo il Premier alcuni avrebbero preso parte alle devastazioni con l’obiettivo di filmare le proprie azioni e pubblicarle online. Un fenomeno che il Governo intende contrastare anche per impedire che tali comportamenti diventino modelli da imitare: «Non possiamo permettere che dei ragazzi crescano pensando che spaccare una vetrina sia un modo per farsi rispettare o che qualche visualizzazione sui social valga più del loro futuro», ha avvertito Meloni.

L’attacco a chi giustifica le devastazioni

Meloni ha infine criticato quanti, a suo giudizio, tentano di attribuire una legittimazione politica o sociale alle violenze: «Considero gravissimo che rappresentanti delle istituzioni arrivino a pubblicizzare i riferimenti per ottenere assistenza legale gratuita dopo le devastazioni di Milano», ha detto, con un richiamo netto alla responsabilità di chi ricopre incarichi pubblici. Il Primo Ministro ha chiesto che i reati siano perseguiti con tempestività e che le norme già disponibili, comprese quelle dei precedenti decreti Sicurezza, trovino rigorosa applicazione.

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