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Giovani e politica: sette su dieci credono nel cambiamento, ma si sentono esclusi

martedì, 20 Ottobre 2026
3 minuti di lettura

Oltre sette giovani italiani su dieci credono che la politica possa migliorare la vita delle persone, ma più del 55% considera limitati o inesistenti gli spazi di partecipazione offerti alle nuove generazioni. È quanto emerge dalla ricerca realizzata da Ipsos Doxa per l’Istituto Giuseppe Toniolo, che sarà presentata il 24 ottobre all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, durante la quarta edizione di Parole a Scuola 2026. L’indagine, condotta tra il 27 luglio e il 7 settembre su 2.002 giovani residenti in Italia tra i 18 e i 34 anni, evidenzia una distanza tra la fiducia nella possibilità di cambiare la società e la percezione di poter incidere sulle decisioni pubbliche. Il 68,6% degli intervistati ritiene possibile impegnarsi per cambiare la società, mentre oltre il 62% pensa di non avere influenza sulle decisioni del Governo. Il 71% individua inoltre nella scarsa attenzione dei cittadini al bene comune uno dei principali problemi del Paese. La Costituzione mantiene un ruolo centrale: oltre due terzi la considerano ancora adeguata oppure ritengono necessari soltanto aggiornamenti limitati. Tre giovani su quattro chiedono che i suoi principi orientino maggiormente le scelte politiche. Tra i valori prioritari emergono lavoro e uguaglianza, quest’ultima al primo posto nella fascia tra i 18 e i 22 anni.

“I dati smentiscono l’idea di una generazione distante e disinteressata”, afferma Alessandro Rosina, professore di Demografia e Statistica sociale e coordinatore scientifico dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo. Secondo il docente, la fascia tra i 18 e i 22 anni esprime una domanda di leadership efficace, una forte sensibilità per il bene comune e la convinzione che una buona politica possa migliorare la vita dei cittadini. La maggioranza ritiene tuttavia che le proprie istanze ricevano scarsa attenzione e che le opportunità di partecipazione siano insufficienti. Il senso di esclusione e frustrazione risulta più elevato tra i giovani provenienti dalle classi sociali svantaggiate e con percorsi formativi più deboli.

A Milano 32 panel e 19 laboratori

La ricerca sarà presentata durante Parole a Scuola 2026, giornata gratuita di formazione e confronto promossa da Parole O_Stili, Università Cattolica del Sacro Cuore e Istituto Giuseppe Toniolo, con il supporto del Gruppo Editoriale La Scuola. L’appuntamento, rivolto a insegnanti, educatori, educatrici e genitori, proporrà 32 panel e 19 laboratori. Ad aprire i lavori sarà la rettrice Elena Beccalli. Il filo conduttore sarà il dialogo tra generazioni, con particolare attenzione all’ascolto dei ragazzi e alla costruzione di relazioni educative capaci di favorire la partecipazione alla vita della comunità. Nel panel dedicato alla Costituzione, introdotto da Rosina, Antonella Sciarrone Alibrandi, giudice della Corte costituzionale, dialogherà con Bianca Arrighini, cofondatrice di Factanza, sulle modalità per avvicinare le nuove generazioni alla Carta, anche attraverso i contenuti brevi diffusi sui social.

“Continuiamo a chiederci perché i giovani siano distanti dalla politica, ma siamo davvero disposti ad ascoltarli?”, osserva Rosy Russo, fondatrice e presidente di Parole O_Stili. Le recenti proteste studentesche a Milano, secondo Russo, dimostrano che i ragazzi hanno idee e desiderano contribuire al cambiamento, con richieste che riguardano una scuola più inclusiva, maggiori opportunità e un futuro più equo.

La presidente dell’associazione distingue però il dissenso pacifico dagli episodi di violenza. “Condannare la violenza è fondamentale, ma non significa ignorare le ragioni di chi protesta pacificamente”, sottolinea. E aggiunge: “Ascoltare i giovani non significa condividere ogni loro idea, ma riconoscerli come interlocutori. I ragazzi non sono soltanto i cittadini di domani: sono cittadini di oggi, con diritti e responsabilità”.

La rabbia degli adolescenti

Tra i temi dell’iniziativa anche la difficoltà dei ragazzi a immaginare il proprio futuro. Elena Marta, docente ordinaria di Psicologia sociale e Psicologia di comunità all’Università Cattolica e componente del Comitato scientifico dell’Osservatorio Giovani, interverrà nel panel dedicato alla paura. La docente richiama i risultati dei focus group condotti con gli adolescenti, dai quali era emersa già un anno fa una rabbia latente e diffusa, spesso sottovalutata rispetto alla preoccupazione per l’isolamento. Un sentimento legato alla frustrazione, alla sofferenza e alla percezione di essere giudicati dagli adulti senza essere realmente ascoltati.

“Gli adolescenti si sentivano molto osservati, ma poco visti”, spiega Marta. Accanto alle sanzioni previste dalla legge per le azioni di alcuni ragazzi, la docente ritiene necessario un maggiore impegno degli adulti nella costruzione di una comunità educante capace di trasformare l’ascolto in incontro, dialogo e mediazione.

L’impegno di Parole O_Stili

Nata a Trieste nel 2016, l’associazione Parole O_Stili promuove una comunicazione consapevole e rispettosa, dentro e fuori la Rete. Attraverso il Manifesto della comunicazione non ostile, percorsi formativi e strumenti didattici, affianca scuole, università e istituzioni nell’educazione alla responsabilità nelle parole e nelle relazioni.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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