I ribelli filo-iraniani hanno rivendicato una serie di attacchi contro infrastrutture strategiche saudite, prendendo di mira l’impianto petrolifero Aramco di Dhahran, l’aeroporto internazionale Re Khalid e la raffineria della compagnia a Riad. L’escalation si inserisce nel più ampio conflitto regionale che coinvolge Teheran e gli Stati Uniti, con il rischio di estendere le ostilità alle principali infrastrutture energetiche e alle rotte commerciali del Golfo.
Secondo il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, le operazioni sono state condotte con «un gran numero di missili balistici e da crociera e droni». I colpi, ha sostenuto, avrebbero provocato distruzioni e incendi. Il gruppo ha inoltre annunciato nuovi attacchi contro aeroporti e impianti petroliferi sauditi nei prossimi giorni, minacciando di proseguire le operazioni in profondità nel territorio del regno.
Le autorità saudite hanno riferito di almeno cinque feriti a causa dei detriti di due missili intercettati. Le esplosioni registrate a Riad e presso strutture legate ad Aramco confermano la vulnerabilità di obiettivi essenziali per l’economia del Paese, nonostante i sistemi di difesa aerea.
Trump accusa gli Houthi e chiama in causa l’Iran
La reazione americana è arrivata attraverso Donald Trump. In un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente ha accusato i ribelli di comportarsi «molto male», sostenendo che avrebbero dovuto aver imparato la lezione dopo i bombardamenti statunitensi di un anno fa.
«Pensavo avessero imparato la lezione un anno fa, quando li abbiamo bombardati a morte e, su loro richiesta, abbiamo smesso», ha scritto Trump. Il presidente ha aggiunto che gli Houthi erano rimasti inattivi per un lungo periodo prima di tornare a colpire, ipotizzando che la ripresa delle operazioni sia avvenuta «probabilmente su richiesta dell’Iran».
L’accusa si inserisce nella strategia di Washington volta a ricondurre le azioni dei gruppi armati regionali al sostegno militare e politico di Teheran. Riad, dal canto suo, sostiene che l’Iran continui ad armare, addestrare e sostenere gli Houthi, in violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La coalizione guidata dai sauditi afferma inoltre che il gruppo abbia acquisito tecnologie avanzate con l’aiuto di attori regionali, senza identificarli pubblicamente.
Aden sotto attacco, cresce il rischio marittimo
La crisi non riguarda soltanto il territorio saudita. Fonti della sicurezza citate dall’Agence France-Presse hanno riferito che gli Houthi hanno preso di mira la sede del governo yemenita ad Aden, nel sud del Paese. Forti esplosioni sarebbero state udite nei pressi del palazzo presidenziale, in un’ulteriore manifestazione dell’intensificazione dello scontro con le forze sostenute da Riad.
Sul fronte marittimo, una nave con oltre 2.500 container a bordo è affondata nelle acque a sud dello Stretto di Hormuz dopo aver urtato una mina e aver preso fuoco. L’episodio aggiunge un elemento di rischio alla sicurezza della navigazione in una delle aree più importanti per il commercio internazionale e il trasporto di idrocarburi. Le responsabilità e le circostanze dell’incidente restano da chiarire.
La concomitanza degli attacchi contro obiettivi sauditi e degli incidenti in mare evidenzia la possibilità che la crisi si estenda dalle operazioni militari terrestri alla sicurezza energetica e marittima. Per Riad, la minaccia riguarda direttamente le infrastrutture petrolifere, fondamentali per le esportazioni e per la stabilità economica del regno. Per Washington, il ritorno degli Houthi all’offensiva apre invece un nuovo fronte di pressione in un contesto già segnato dallo scontro con l’Iran.
L’annuncio di ulteriori attacchi lascia prevedere una fase di maggiore instabilità. Resta da verificare se le operazioni dei ribelli siano destinate a intensificarsi autonomamente o se rappresentino una componente coordinata della strategia regionale iraniana. In entrambi i casi, il rischio è che il conflitto coinvolga sempre più direttamente le infrastrutture energetiche saudite e le rotte commerciali del Golfo.





