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Tumore al seno metastatico, oltre 55mila donne in Italia: cure più efficaci, ma restano le disparità territoriali

martedì, 13 Ottobre 2026
1 minuto di lettura

In Italia sono oltre 55mila le donne che convivono con un tumore al seno metastatico, un numero in crescita sia per l’aumento dei casi di carcinoma mammario sia per i progressi delle terapie, che consentono una maggiore sopravvivenza e, sempre più spesso, la cronicizzazione della malattia. È quanto emerso a Roma durante il convegno nazionale promosso da Fondazione IncontraDonna nella sede dell’AGENAS, in occasione della Giornata nazionale di sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico, nell’ambito del progetto Officina Metastabile.

Al centro dell’incontro, la necessità di rispondere ai nuovi bisogni delle pazienti attraverso percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) omogenei su tutto il territorio nazionale, una migliore comunicazione durante le sperimentazioni cliniche e un’assistenza nutrizionale integrata nelle cure oncologiche. Antonella Campana, Presidente di Fondazione IncontraDonna, ha sottolineato l’importanza di superare le disuguaglianze territoriali e costruire un PDTA nazionale uniforme, partendo dall’ascolto delle pazienti.

Sulla stessa linea Angelo Tanese, direttore generale di AGENAS, che ha richiamato la necessità di garantire continuità assistenziale, integrazione tra professionisti ed equità nell’accesso alle cure.

Screening mammografico esteso dai 45 ai 74 anni

Sul fronte della prevenzione, Sergio Iavicoli, Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, ha ricordato l’estensione dello screening mammografico gratuito alle donne tra i 45 e i 74 anni, rispetto alla precedente fascia 50-69 anni. I nuovi Livelli essenziali di assistenza prevedono inoltre percorsi di sorveglianza e prevenzione per le donne a rischio ereditario e nuovi test per personalizzare le terapie nei carcinomi mammari in fase iniziale, sulla base delle caratteristiche genetiche della neoplasia.

Durante il convegno sono stati presentati i risultati di due focus group che hanno coinvolto clinici e pazienti, promossi da Fondazione IncontraDonna.

Il primo ha evidenziato l’importanza della fiducia nel rapporto medico-paziente e di una comunicazione più chiara ed empatica durante i trial clinici. È emersa anche l’utilità di un maggiore coinvolgimento del personale infermieristico. L’arruolamento delle pazienti nelle sperimentazioni risulta ancora disomogeneo sul territorio nazionale. Percorsi assistenziali dedicati potrebbero favorire una partecipazione più uniforme agli studi clinici.

Nutrizione oncologica, necessario un supporto continuativo

Il secondo focus group ha posto l’attenzione sulla nutrizione, evidenziando la necessità di garantire alle pazienti un riferimento professionale stabile, accessibile e integrato nella struttura di cura. Tra le priorità individuate figurano il monitoraggio costante del peso, dello stato nutrizionale e della massa muscolare durante e dopo le terapie oncologiche.

Secondo Andrea Botticelli, oncologo, membro del consiglio di amministrazione di Fondazione IncontraDonna e responsabile scientifico dei focus group, l’assistenza nutrizionale dovrebbe diventare parte integrante dei percorsi oncologici e dei PDTA. L’obiettivo è affiancare ai progressi terapeutici un miglioramento dell’organizzazione dell’assistenza, per garantire alle donne con tumore al seno metastatico cure più eque, multidisciplinari e attente alla qualità della vita.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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