Il tasso ufficiale di povertà negli Stati Uniti è sceso nel 2025 al 10,2%, il livello più basso mai registrato, secondo i nuovi dati del Census Bureau. Un calo di mezzo punto percentuale rispetto all’anno precedente che, sulla carta, segna un miglioramento storico. Ma dietro la cifra record si nasconde un quadro più sfumato: la misura supplementare della povertà, che include benefici non monetari e spese come tasse e costi sanitari, è rimasta quasi invariata al 13,1%.
Il Census ha rilevato anche un aumento del reddito mediano familiare, cresciuto del 2,6% fino a 87.460 dollari, il valore più alto mai registrato. “È una buona notizia: un aumento reale del reddito non è da sottovalutare”, ha commentato Steven Durlauf, direttore dello Stone Center for Research on Wealth Inequality and Mobility dell’Università di Chicago.
Ma ha aggiunto che la stabilità della misura supplementare indica che le famiglie con redditi più bassi non stanno beneficiando di un’economia ‘calda’ quanto quelle più abbienti. Gli esperti avvertono che i dati del 2025 non riflettono ancora gli effetti del maxi‑provvedimento fiscale approvato dal Congresso lo scorso anno, che ha tagliato Medicaid, SNAP e altri programmi di assistenza.
Misure che, secondo i ricercatori, potrebbero spingere milioni di persone sotto la soglia di povertà nel prossimo rapporto del Census, atteso a settembre 2027. Il quadro occupazionale mostra segnali misti: le donne a tempo pieno hanno visto aumentare il reddito mediano del 3%, mentre gli uomini hanno registrato un calo dello 0,9%. E se è vero che i salari sono cresciuti, Durlauf sottolinea che inflazione e prezzi energetici stanno erodendo i guadagni reali, soprattutto per le fasce più vulnerabili.
Sul fronte sanitario, il Census indica che il 92,1% degli americani era assicurato nel 2025, un dato sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti. Ma il Congressional Budget Office prevede che 15 milioni di persone potrebbero perdere la copertura entro il 2034, ben oltre gli attuali 1,3 milioni di non assicurati. Un altro segnale d’allarme arriva dal Center on Budget and Policy Priorities: tra luglio 2025 e luglio 2026, 1,2 milioni di bambini hanno perso i benefici SNAP. Un calo che riflette l’impatto diretto dei tagli federali.





