La sanità sarà uno dei primi terreni di battaglia del nuovo Congresso americano. Forti della netta vittoria alle elezioni di metà mandato, i Democratici della Camera intendono utilizzare la nuova maggioranza per intervenire rapidamente su Medicaid e sui costi delle assicurazioni legate all’Affordable Care Act, trasformando la questione del costo della vita in uno dei cardini della nuova fase politica.
Associated Press riferisce che i Democratici supereranno quota 250 seggi sui 435 della Camera. Hakeem Jeffries, leader democratico destinato a diventare il prossimo speaker, ha promesso una partenza rapida quando il nuovo Congresso entrerà in carica il 3 gennaio. Tra i primi provvedimenti attesi figurano il rafforzamento di Medicaid e il ripristino dei sussidi fiscali potenziati destinati a ridurre il costo delle polizze dell’Affordable Care Act per milioni di iscritti.
Ma il programma democratico non si fermerà alla sanità. La nuova maggioranza vuole intervenire anche per fermare la guerra con l’Iran e cancellare parte dei dazi commerciali introdotti dal presidente Donald Trump. Parallelamente, cinque gruppi di lavoro stanno elaborando proposte per abbassare le spese sostenute dalle famiglie in settori come casa, energia, alimentari e assistenza.
Il controllo della Camera, tuttavia, non garantirà ai Democratici la possibilità di trasformare automaticamente le proposte in legge. Al Senato incombe la soglia dei 60 voti necessaria per superare l’ostruzionismo sulla legislazione, mentre dalla Casa Bianca potrebbe arrivare il veto presidenziale. Trump, la notte delle elezioni, ha pubblicato sui social l’immagine di un cappellino rosso con la scritta “VETO”, segnalando il possibile scontro con il nuovo Congresso.
Nel mirino democratico ci sono in particolare le modifiche a Medicaid approvate dai Repubblicani, che prevedono tagli superiori a 900 miliardi di dollari nell’arco di un decennio. Associated Press riferisce inoltre che gli iscritti al programma sono diminuiti di circa cinque milioni dal luglio 2025. La sfida sarà quindi non soltanto approvare rapidamente i provvedimenti alla Camera, ma costringere Repubblicani e Casa Bianca a misurarsi pubblicamente con un’agenda che i Democratici vogliono costruire attorno a sanità e potere d’acquisto.





