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Giancarlo Giorgetti, Ministro dell'economia

Giorgetti: “Sull’energia avevamo intuito il disastro”

Il Ministro confida nell’apertura di Bruxelles alla deroga dello 0,6%. L’allarme su inflazione e costo del debito, mentre sul bollo assicura: “Lo renderemo strutturale, per il 2027 coperture da 2,3 miliardi e una parte arriva da risparmi del Pnrr non ricollocati”
sabato, 19 Settembre 2026
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3 minuti di lettura

Lo choc energetico è ormai una “emergenza economica” e l’Italia punta a ottenere da Bruxelles nuovi margini di spesa per attenuarne gli effetti. Giancarlo Giorgetti, in videocollegamento da Dublino con i ‘Portofino Talks 2026’ durante una pausa dei lavori europei, ha indicato energia, inflazione e costo del debito tra i principali fattori di rischio per l’economia italiana ed europea. Il Ministro dell’Economia ha ricordato che Roma si era mossa insieme a pochi altri Paesi già alcuni mesi fa, quando il quadro appariva meno grave: “Avevamo intuito il disastro”, ha detto. L’Italia ha già inviato la lettera necessaria ad avviare la procedura di deroga al Patto per le spese legate all’energia. Il margine massimo, ha precisato Giorgetti, è pari allo 0,6% nell’arco dei prossimi due anni. La sua valutazione è che la Commissione europea possa accogliere la richiesta: “Credo che sarà aperta a concederci questo spazio”.

Per il titolare del Mef, gli effetti dello choc hanno già raggiunto le famiglie attraverso il rincaro dei carburanti. Il passaggio successivo, secondo la previsione illustrata ai ‘Portofino Talks’, riguarderà le bollette domestiche e quelle delle imprese. Il problema tocca in modo particolare l’Italia, che mantiene una forte vocazione manifatturiera e industriale. Giorgetti ha accostato il caso italiano a quello tedesco: entrambi i sistemi produttivi richiedono grandi quantità di energia e risentono quindi con maggiore intensità delle differenze di prezzo tra i diversi Paesi. Da qui il richiamo alla competitività delle aziende, che il ministro considera uno dei nodi economici centrali di questa fase.

Inflazione e tassi

Il quadro internazionale resta il principale elemento di incertezza. Giorgetti ha collegato la pressione sui prezzi alle guerre in Ucraina e in Medio Oriente e ha avvertito che, se i conflitti proseguiranno, l’inflazione “è destinata inesorabilmente ad aumentare”. Da questa lettura è derivata anche la valutazione sulla politica monetaria. Secondo il Ministro l’attuale inflazione nasce soprattutto da uno choc dell’offerta e non da un surriscaldamento dell’economia o della domanda. Per questo un rialzo dei tassi può offrire un contributo, ma non elimina le cause del problema. Nel frattempo cresce anche l’onere del debito, altro elemento che Giorgetti ha collocato tra le questioni da tenere sotto osservazione.

Le conseguenze, nella sua analisi, non si fermano ai conti pubblici. Prezzi dell’energia più alti, inflazione e costo del denaro incidono nello stesso momento sulla capacità di spesa delle famiglie e sulla tenuta delle imprese. È in questo spazio che il governo inserisce la richiesta di flessibilità a Bruxelles.

Procedura europea

Sul possibile superamento della procedura europea che riguarda l’Italia Giorgetti ha invitato ad attendere i dati ufficiali: “Non è tanto che si decide qua, in realtà è l’Istat che dovrà dare i suoi dati”. Il Ministro ha ricordato che l’Istituto di statistica opera “con assoluta indipendenza rispetto alle dimensioni politiche”. Il Governo, ha aggiunto, prenderà atto delle rilevazioni quando saranno disponibili. Nessuna anticipazione, dunque, sul risultato finale della procedura.

Bollo auto

Giorgetti è tornato anche sull’abolizione del bollo auto e ha confermato l’intenzione di proseguire sulla strada intrapresa: “Sicuramente è un passo che proseguirà e abbiamo intenzione di renderlo strutturale”, ha assicurato. A margine dell’Ecofin ha chiarito anche il nodo delle coperture per il 2027: “Una parte di questi 2,3 miliardi sono esattamente il Pnrr non utilizzato, risparmi che non potevano essere ricollocati perché, come noto, è scaduto il termine per poterli ricollocare”. Il Ministro ha precisato che “buona parte dei fondi del Pnrr non sono gratis, sono pagati dal bilancio dello Stato” e che sulle somme non utilizzate della componente a prestito “si liberano degli spazi di bilancio”. Ha poi escluso che si tratti di risorse europee sottratte al Piano: “Sono economie rispetto a progetti che sono stati realizzati e su cui sono rimasti risparmi, mica risorse del Pnrr o europee. Sono risorse nazionali, è una normale copertura, come tutte le coperture sul bilancio nazionale”.

Sul piano fiscale Giorgetti ha osservato che l’eliminazione del bollo ha ottenuto una risonanza superiore rispetto ad altri interventi: “Ha fatto più clamore l’eliminazione del bollo rispetto ai 40-50 miliardi di riduzione di tasse e contributi degli anni scorsi”.

Obiettivi

Per la prossima manovra il Governo ha indicato inoltre tra gli obiettivi il taglio delle imposte per il ceto medio e il sostegno alla competitività delle imprese. Giorgetti ha ricondotto questa linea al percorso seguito negli ultimi quattro anni, pur dentro margini finanziari limitati e con la necessità di mantenere sotto controllo la spesa pubblica. L’obiettivo, ha concluso, resta quello di arrivare alla fine della legislatura con il maggior numero possibile di risultati coerenti con il programma elettorale.

1 Comment Lascia un commento

  1. Il disastro è tutto d’attribuire alle politiche miopi e all’ncapacità politica e strategica dei “tromboni” di Bruxelles. I prezzi dell’energia sono frutto di grosse specuazioni più che di fatti contingenti, prima ce ne rendiamo conto meglio è.

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