Un ragazzo di 13 anni ha aggredito questa mattina un’insegnante all’interno della scuola media Giovanni Verga di Roma, in via Giovanni Gussone.
Secondo quanto ricostruito finora, lo studente avrebbe prima spruzzato dello spray urticante sul volto della docente e successivamente l’avrebbe ferita con un coltello.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale sanitario del 118. L’insegnante è rimasta sotto choc ma, secondo le prime informazioni, non è in pericolo di vita.
Sono in corso gli accertamenti per ricostruire compiutamente la dinamica e chiarire le circostanze che hanno preceduto il gesto del tredicenne.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della prevenzione della violenza nelle scuole e, in particolare, il confronto sull’opportunità di rafforzare i controlli negli istituti nei quali emergano specifiche situazioni di rischio.
Le parole di Pratelli del 26 febbraio
Nel dibattito tornano anche alcune parole pronunciate il 26 febbraio 2026 dall’assessora alla Scuola di Roma Capitale, Claudia Pratelli.
Durante una giornata di lavoro all’Acquario Romano dedicata al vademecum nazionale del progetto “Scuole aperte”, l’assessora dichiarò:
«Vogliamo una scuola che non teme il mondo, che non si chiude con i metal detector, ma una scuola che si apre ai territori e alle comunità di insegnanti, studenti, genitori e dirigenti».
La dichiarazione è riportata testualmente sul sito istituzionale di Roma Capitale.
Il contesto
Il contesto nel quale quelle parole furono pronunciate era diverso da quello determinato dall’episodio di oggi. L’iniziativa riguardava infatti il progetto “Scuole aperte”, promosso dai Comuni di Roma, Bergamo, Bologna e Milano con il patrocinio dell’Anci, e il modello di istituti scolastici intesi anche come presìdi civici e culturali aperti alle comunità territoriali oltre l’orario delle lezioni. Secondo Roma Capitale, al momento della presentazione avevano aderito al progetto 160 istituti romani.
Metal detector, cosa prevede la linea nazionale
La direttiva congiunta dei ministri dell’Interno e dell’Istruzione e del Merito, Matteo Piantedosi e Giuseppe Valditara, del 28 gennaio 2026 ha previsto un rafforzamento delle attività di prevenzione e del raccordo tra prefetture, forze dell’ordine, uffici scolastici e istituzioni territoriali. Nelle situazioni più gravi, d’intesa e su richiesta dei dirigenti scolastici interessati, può essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi qualora ritenuto necessario.
Il sondaggio: favorevole il 68% degli studenti
Un instant poll condotto da Skuola.net su un campione di 500 studenti e pubblicato il 29 gennaio 2026, aveva rilevato che il 68% degli intervistati si dichiarava favorevole ai controlli.
Santori: «Pratelli chiarisca quali misure intende adottare»
Sulla vicenda è intervenuto anche Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, che richiama direttamente le parole pronunciate da Pratelli a febbraio e chiede all’amministrazione capitolina di chiarire la propria posizione.
«Vogliamo una scuola che non teme il mondo, che non si chiude con i metal detector». Sono parole pronunciate dall’assessora Claudia Pratelli. «Dopo quanto accaduto oggi alla scuola media Giovanni Verga, chiediamo all’assessora se conferma quella posizione».
Tratto da: Agenzia di stampa agensocial.it





