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Uil, proposta sugli extraprofitti: "Tassare anche difesa, energia e rendite finanziarie"

Uil, proposta sugli extraprofitti: “Tassare anche difesa, energia e rendite finanziarie”

domenica, 13 Settembre 2026
2 minuti di lettura

Non solo banche e società energetiche, ma anche industria della difesa e degli armamenti. È la proposta avanzata dalla Uil in vista della prossima legge di bilancio, con l’obiettivo di reperire nuove risorse da destinare a stato sociale, servizi e salari. Secondo le stime del sindacato, gli interventi ipotizzati potrebbero generare entrate da alcuni miliardi fino a oltre dieci miliardi di euro. Il Segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, in un’intervista a La Repubblica, osserva che in questi giorni i partiti avanzano numerose proposte senza però indicare come reperire le risorse necessarie.

La richiesta della Uil al Governo è invece quella di compiere una scelta politica precisa, destinando nuove entrate al sostegno dello stato sociale, dei servizi e dei salari. Bombardieri sottolinea che interventi di questo tipo avrebbero carattere temporaneo e riguarderebbero settori che, per ragioni straordinarie, stanno registrando profitti particolarmente elevati.

La proposta sugli extraprofitti

La Uil propone di intervenire sulla quota di profitti che supera del 10% i livelli ordinari nel settore della difesa. Secondo le stime del sindacato, una misura di questo tipo potrebbe garantire oltre un miliardo di euro all’anno. Bombardieri ricorda che il sindacato aveva avanzato proposte analoghe anche in passato: prima per le aziende farmaceutiche, dopo la pandemia di Covid, poi per le banche e successivamente per le società energetiche. Ora, secondo la Uil, sarebbe il momento di estendere il ragionamento anche all’industria della difesa.

Un altro capitolo riguarda la tassazione delle rendite finanziarie e dei dividendi. Secondo Bombardieri, se l’Italia portasse il livello di tassazione alla media europea, si potrebbero ottenere almeno altri 10 miliardi di euro. Il Segretario della Uil mette così in discussione l’attuale struttura fiscale italiana, sostenendo che il lavoro continui a essere tassato più di altre fonti di reddito.

Il nodo degli aiuti pubblici alle imprese

Nel ragionamento della Uil rientra anche il tema degli aiuti pubblici alle aziende. Bombardieri chiede che ogni euro di risorse pubbliche sia collegato a precise condizionalità sociali. Come esempio cita il settore automobilistico. Secondo una ricerca di industriAll Europe, sindacato europeo dei lavoratori dell’industria, tra il 2012 e il 2025 i sette principali gruppi automobilistici europei avrebbero realizzato 469 miliardi di euro di utili netti, distribuendone 189 miliardi agli azionisti e ricevendo contemporaneamente almeno 4,9 miliardi di euro di aiuti pubblici.
Aiuti che, secondo Bombardieri, non avrebbero impedito crisi occupazionali e licenziamenti.

Stellantis

Il Segretario generale della Uil richiama anche il caso Stellantis. Negli stabilimenti del gruppo, osserva, dal 2021 sarebbero stati persi quasi 10 mila posti di lavoro, mentre nello stesso periodo sarebbero stati distribuiti 16,25 miliardi di euro sotto forma di dividendi e buyback. Per Bombardieri non è accettabile un modello nel quale i profitti restano privati mentre le perdite vengono trasferite sulla collettività.

La riflessione della Uil si allarga infine al futuro dell’Europa. Secondo Bombardieri, è necessario interrogarsi sul modello europeo e superare le differenze esistenti in materia fiscale. Sul Green deal, il Segretario della Uil ritiene che Bruxelles abbia avviato un processo troppo rapido rispetto alla realtà sociale ed economica del continente. Allo stesso tempo, sostiene che le imprese, pur continuando a produrre utili, non abbiano investito a sufficienza.

Per questo, secondo la Uil, servono nuovi investimenti pubblici e privati nella transizione energetica e nel sostegno alle imprese, evitando che l’Europa finisca per assumere un ruolo marginale nella catena industriale globale.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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