Il deepfake e l’Intelligenza Artificiale rappresentano un rischio non soltanto per i più giovani, ma per tutti coloro che utilizzano strumenti digitali. È quanto ha affermato Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, intervenendo alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia in occasione della presentazione del cortometraggio “Il primo della classe”, realizzato da One More Pictures, Rai Cinema e dall’Associazione Posso. Mollicone ha sottolineato come il Parlamento sia impegnato da tempo sui temi legati all’intelligenza artificiale e ai rischi connessi all’utilizzo delle nuove tecnologie.
“Non bisogna essere contro l’innovazione”
Nel suo intervento ha precisato che l’obiettivo non deve essere quello di opporsi all’intelligenza artificiale o al progresso tecnologico. Secondo Mollicone il digitale è ormai parte integrante della vita quotidiana e il progresso non deve essere fermato, ma gestito con consapevolezza. A questo proposito ha richiamato anche le parole di Papa Leone XIV e le riflessioni di Federico Faggin, inventore italiano del microprocessore e del touchscreen. Per Mollicone l’Intelligenza Artificiale resta uno strumento che, in quanto tale, deve essere utilizzato e governato responsabilmente.
Il richiamo al watermarking contro i deepfake
Mollicone ha quindi ricordato il lavoro svolto dalla Commissione già nel 2022, quando venne proposta in sede europea l’introduzione del watermarking per identificare i contenuti deepfake. Il Presidente ha sottolineato che successivamente diverse piattaforme si sono adeguate, anche prima dell’entrata in vigore dell’AI Act europeo, ricordando inoltre che l’Italia è stata tra i primi Paesi ad applicarlo.
“Diffidate da ciò che vedete se non è verificato”
Nel corso dell’intervento Mollicone ha ringraziato il cast del cortometraggio, Ricky Tognazzi e il creativo che ha realizzato il manifesto legato all’iniziativa, che sarà consegnato al Liceo Cavour di Roma nell’ambito di un progetto specifico. Il messaggio conclusivo è stato rivolto soprattutto alla necessità di verificare le informazioni e i contenuti digitali: “Diffidate sempre da ciò che vedete, se non è verificato”





