Un giudice federale ha respinto la richiesta dei tre giornalisti licenziati da Stars and Stripes di bloccare il provvedimento del Pentagono e ottenere il reintegro immediato.
La decisione del tribunale
Il giudice Trevor McFadden ha negato l’ordine restrittivo temporaneo, sostenendo che i ricorrenti “non hanno dimostrato di avere chiaramente diritto a un’ingiunzione preliminare”, lasciando in vigore il licenziamento deciso dal Dipartimento della Guerra.
Il publisher Max Lederer, il direttore Erik Slavin e la reporter Lara Korte hanno espresso delusione per la decisione, ribadendo che “il Pentagono non dovrebbe poter licenziare giornalisti per aver difeso l’indipendenza editoriale e denunciato la censura”. Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha celebrato la decisione sui social, sostenendo che la corte ha applicato la giurisprudenza consolidata della Corte Suprema.
Le motivazioni del licenziamento
Il licenziamento dei tre giornalisti risale al mese scorso, quando il Pentagono li ha accusati di insubordinazione. Slavin e Korte avevano partecipato senza autorizzazione a un segmento di CBS Sunday Morning dedicato alla riorganizzazione del giornale, mentre Lederer aveva rifiutato di licenziarli come richiesto dai vertici. Secondo la causa intentata dai tre, la leadership del Pentagono era consapevole che le loro dichiarazioni esprimevano opinioni personali e non aveva agito subito, nonostante il disappunto. La situazione sarebbe cambiata dopo la pubblicazione di un articolo sulle tensioni a bordo della USS Abraham Lincoln, che avrebbe spinto i vertici a pretendere il licenziamento immediato di Slavin e Korte.
Tra i convenuti figurano il Pentagono, il Segretario della Guerra Pete Hegseth, Parnell e il suo vice Andrew Brey. Slavin ha dichiarato che il Pentagono non ha mai chiarito in che modo lui e Korte sarebbero stati insubordinati, ricordando di aver rilasciato molte altre interviste senza dover chiedere autorizzazioni. “Non si tratta di noi tre,” ha detto. “Si tratta di garantire che i militari e le loro famiglie possano contare su notizie indipendenti e affidabili, e di proteggere un’istituzione che serve la comunità.”





