Italia e Spagna manterranno per altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime. Roma ha deciso di prolungare la sospensione di Schengen introdotta dopo la crisi migratoria di Ceuta (e scaduta ieri) e Madrid ha risposto con una misura analoga per i passeggeri provenienti dal nostro Paese. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che restano le condizioni di sicurezza che avevano portato al provvedimento, pur auspicando che questa sia l’ultima proroga. Sullo sfondo si apre intanto un altro fronte: il Premier spagnolo Pedro Sánchez accusa reti social associate alla Russia, a Israele e all’estrema Destra internazionale di avere alimentato fake news e disinformazione durante la crisi.
Piantedosi: “Confidiamo sia l’ultima”
A spiegare le ragioni della scelta italiana è stato Piantedosi: “La proroga di 15 giorni della sospensione del trattato di Schengen con la Spagna era necessaria”, ha affermato il titolare del Viminale. Alla base della decisione, ha precisato, c’è l’analisi degli specialisti del comitato per la sicurezza delle frontiere. Le valutazioni indicano che permangono le motivazioni che avevano portato all’introduzione della misura. Il ministro ha però riconosciuto lo sforzo del governo spagnolo e dell’Unione europea per superare la situazione: “Noi confidiamo sia l’ultima”.
Viminale: quasi 500mila persone controllate ad agosto
I dati del Viminale tracciano intanto un primo bilancio dei controlli ripristinati alle frontiere aeree e marittime con la Spagna. Dal 1° al 31 agosto quasi 500mila persone sono state sottoposte a verifica attraverso la consultazione delle liste passeggeri; oltre 180mila viaggiatori provenienti dalla Spagna sono stati identificati al momento dell’ingresso in Italia. Nello stesso periodo sono stati adottati 31 provvedimenti di respingimento alla frontiera, otto dei quali nei confronti di cittadini marocchini, mentre sei persone sono state arrestate. È quanto si apprende da fonti del Viminale.
Madrid risponde con altri 15 giorni di controlli
La Spagna ha adottato una decisione speculare. Fonti del ministero dell’Interno di Madrid hanno annunciato il prolungamento per due settimane dei controlli sui passeggeri che arrivano dall’Italia via mare o in aereo. La scelta è arrivata dopo la comunicazione formale della proroga italiana. I controlli spagnoli erano scattati l’8 agosto per un periodo iniziale di un mese e resteranno ora in vigore per altri 15 giorni. Madrid ha indicato esplicitamente il principio di reciprocità rispetto alla misura decisa da Roma.
Sánchez accusa Russia, Israele ed estrema Destra
Alla crisi migratoria si aggiunge lo scontro sulla disinformazione. Sánchez, in un’intervista a Cadena Ser, ha sostenuto che dopo gli eventi del 30 e 31 luglio si sarebbe verificata un’espansione di bufale e notizie false attraverso reti social associate alla Russia, a Israele e all’estrema destra internazionale. Secondo il Premier spagnolo il tema dell’immigrazione sarebbe stato utilizzato non soltanto per colpire la Spagna, ma anche l’Europa e favorirne la divisione. Sánchez ha comunque precisato che le autorità stanno ancora indagando sulle origini della crisi e sui responsabili della diffusione della disinformazione.
Da Mosca è arrivata una smentita. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, interpellato da RBC, ha escluso qualsiasi coinvolgimento russo nella crisi migratoria di Ceuta. Alla domanda se le autorità russe avessero avuto qualcosa a che fare con gli eventi, ha risposto: “No, non ce l’hanno”. La presa di posizione del Cremlino arriva dopo le accuse di Sánchez sulle reti associate alla Russia, a Israele e all’estrema destra.
Da Israele è arrivata una replica immediata. Il Ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha accusato Sánchez di “mentire spudoratamente” e ha respinto le contestazioni rivolte al suo Paese. Secondo Sa’ar il Premier spagnolo cercherebbe in questo modo di distogliere l’attenzione dalle questioni interne.
“Impedire infiltrazioni jihadiste”
Il Vicepremier Antonio Tajani ha appoggiato la proroga italiana. La misura, ha scritto su X, è “provvisoria” e risponde alla necessità di garantire la sicurezza delle frontiere italiane ed europee e di impedire possibili infiltrazioni, “a cominciare da quella jihadista”. Il Ministro degli Esteri ha ribadito la volontà di continuare la collaborazione con gli altri Paesi dell’Unione, Spagna compresa, per contrastare l’immigrazione illegale e favorire flussi controllati e regolari.
Sulla stessa linea si sono schierati esponenti della maggioranza. Sara Kelany di Fratelli d’Italia ha difeso la scelta del governo e richiamato le valutazioni sui rischi di infiltrazioni terroristiche. Mariastella Gelmini di Noi moderati ha definito il provvedimento una misura “temporanea e prudenziale” mentre il Presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato Maurizio Gasparri ha giudicato “opportuno” il prolungamento. Anche il Segretario dell’Udc Antonio De Poli ha sostenuto la decisione, considerandola una misura temporanea per la sicurezza dei confini.
Le opposizioni attaccano il Governo
Di segno opposto le reazioni delle opposizioni. Nicola Fratoianni di Avs ha definito “ridicolo” il Governo, mentre Enrico Borghi di Italia Viva-Casa Riformista ha parlato di “un’arma di distrazione di massa”, indicando nel costo della spesa, nell’inflazione e nei carburanti le priorità del Paese.
Riccardo Magi di Più Europa ha contestato l’esistenza di una reale esigenza di sicurezza e annunciato un’iniziativa parlamentare per chiamare il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a rispondere della scelta. Critiche anche dal Movimento 5 Stelle: la Vicepresidente dei deputati Vittoria Baldino ha accusato l’esecutivo di compromettere i rapporti con un Paese che condivide con l’Italia la condizione di frontiera europea e di primo approdo dei migranti.





