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Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura

Giansanti: “Nelle aree interne si può fare impresa, servono infrastrutture e una visione globale”

Il presidente di Confagricoltura: non sono solo territori marginali, ma possono diventare motori di sviluppo
lunedì, 31 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Le aree interne italiane non devono essere considerate soltanto territori marginali e alle prese con lo spopolamento, ma possono diventare veri e propri poli di sviluppo agricolo e industriale. A condizione, però, che siano dotate delle infrastrutture necessarie e che vengano affrontate con una visione imprenditoriale, aperta ai mercati internazionali e non condizionata da logiche campanilistiche.

Giorgio Vittadini, presidente Fondazione per la Sussidiarietà, Raffaele Fitto, Comunità Europea, Bernardo Mattarella, AD Invitalia, Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura e Fabio Vitale, direttore Sky TG24
Giorgio Vittadini, presidente Fondazione per la Sussidiarietà, Raffaele Fitto, Comunità Europea, Bernardo Mattarella, AD Invitalia, Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura e Fabio Vitale, direttore Sky TG24

È questo il messaggio lanciato dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, intervenuto al convegno “L’Italia delle aree interne: declino o sviluppo?”, organizzato al Meeting di Rimini. Al confronto hanno partecipato anche il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme della Commissione europea Raffaele Fitto, l’amministratore delegato di Invitalia Bernardo Mattarella e il presidente della Fondazione per la sussidiarietà Giorgio Vittadini.

Realizzare distretti agricoli

“In tutte le aree interne si possono costituire distretti agricoli e industriali se ci sono infrastrutture e se ragioniamo da imprenditori in un mondo globale e non campanilistico”, ha sottolineato Giansanti, evidenziando come il tema delle aree interne non possa più essere circoscritto esclusivamente alle zone montane o più isolate. “Oggi parlare di aree interne in Italia non vuol dire parlare solo del picco della montagna, bensì di ogni provincia d’Italia”, ha spiegato il presidente di Confagricoltura. Sono territori che in molti casi stanno affrontando fenomeni di spopolamento e una progressiva riduzione dei servizi, ma che allo stesso tempo ospitano realtà produttive capaci di affermarsi sui mercati internazionali.

Fare imprese nei distretti

Proprio la presenza di distretti agricoli e industriali di successo dimostra, secondo Giansanti, che fare impresa nelle aree interne è possibile, a patto di creare condizioni adeguate per gli investimenti e per la competitività. “Ci sono aree – ha osservato – che ospitano distretti agricoli o industriali di successo che eccellono in uno scenario internazionale. Esempi che ci dimostrano che si può fare impresa in questi territori se vengono riviste le priorità e ci sono gli strumenti”.

Logistica e digitale in sinergia

Tra gli elementi decisivi, Confagricoltura individua innanzitutto le infrastrutture logistiche e digitali. La possibilità di collegare rapidamente le imprese ai mercati, alle reti di distribuzione e ai servizi rappresenta infatti una condizione essenziale per contrastare l’isolamento e favorire nuovi investimenti.

Accedere ai mercati globali

“La rete è fondamentale per accedere ai mercati globali, così come per lavorare anche in agricoltura con mezzi al passo coi tempi”, ha aggiunto Giansanti, richiamando il ruolo sempre più importante della connettività e delle infrastrutture anche per il comparto agricolo. Innovazione tecnologica, agricoltura di precisione e nuovi strumenti digitali richiedono infatti reti efficienti e territori adeguatamente collegati.

Agricoltura e sicurezza dei territori

Ma le aree interne rappresentano anche un presidio fondamentale dal punto di vista ambientale e della sicurezza del territorio. “L’80% della superficie italiana è soggetta a smottamenti a causa di fenomeni meteorologici estremi”, ha ricordato Giansanti, sottolineando il contributo quotidiano degli agricoltori nella manutenzione e nella cura del territorio.

Da qui la richiesta di una politica di investimenti di lungo periodo. “Gli agricoltori fanno un grande lavoro per mantenere in sicurezza questi territori”, ha rimarcato il presidente di Confagricoltura, indicando nelle risorse europee uno degli strumenti fondamentali per sostenere questo processo.

Attesa per i fondi di coesione

“Risorse europee come il fondo di coesione e il fondo per la competitività sono vitali, insieme alla Pac che deve rimanere una politica economica”, ha concluso Giansanti. L’obiettivo, dunque, è riportare al centro dell’agenda politica la capacità dei territori di produrre ricchezza, occupazione e coesione sociale, trasformando le aree interne da zone considerate periferiche a nuovi spazi di investimento e competitività.

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