Botta e risposta tra Giorgia Meloni e Stefano Bonaccini sul profilo dell’elettorato che sceglie la Destra. A innescare la polemica è stato un video del Presidente del Partito Democratico, nel quale Bonaccini ha osservato che il voto a Meloni, Salvini e, oggi, forse a Vannacci raccoglie in misura maggioritaria il consenso di chi ha studiato meno e di chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città.
Il Presidente del Consiglio ha replicato sui social con toni duri, accusando Bonaccini di riproporre una lettura già vista: “Quelli che votano per loro sono cittadini colti, consapevoli e intelligenti, mentre quelli che votano per noi sarebbero ignoranti da compatire, quando non da rieducare”.
“Hanno studiato sulla loro pelle”
Nel suo intervento Meloni ha rovesciato l’interpretazione proposta dal Presidente dem. “Forse Bonaccini dovrebbe prendere in considerazione un’ipotesi più semplice”, ha scritto il Premier. Secondo Meloni, quegli elettori, “indipendentemente dalle scuole che hanno frequentato”, avrebbero conosciuto direttamente le conseguenze delle politiche della Sinistra.
Il Presidente del Consiglio ha citato città meno sicure, confini senza controllo, periferie dimenticate e “lezioni di morale” impartite da chi, a suo giudizio, pretende di spiegare agli altri come vivere, votare e pensare. Meloni ha quindi rivendicato un rapporto diverso con quell’elettorato: “Quegli italiani votano a Destra perché noi non chiediamo loro quanti titoli di studio abbiano prima di ascoltarli. Li rispettiamo”.
La conclusione del post resta sullo stesso registro: “Ed è forse proprio questo rispetto che Bonaccini e una certa Sinistra, nonostante le molte sconfitte, non hanno ancora studiato abbastanza”.
“Frase estrapolata da un ragionamento più ampio”
La replica di Bonaccini è arrivata durante Coffee Break, su La7. “Rispondo facilmente”, ha detto il Presidente del Pd, sostenendo che la polemica sia nata da una frase estrapolata da un ragionamento più complessivo. Bonaccini ha quindi spostato l’attenzione sui temi economici e sociali, chiedendo perché in Italia si paghino bollette e benzina tra le più care, perché resti alto il numero dei precari, soprattutto tra i giovani, perché la sanità pubblica sia in difficoltà e perché il Paese cresca poco.
Il Presidente del Pd ha poi chiarito il senso della sua osservazione e Bonaccini ha spiegato di essersi riferito a una tendenza che, a suo giudizio, si è manifestata negli ultimi dieci anni in diversi Paesi occidentali. Ha citato le vittorie di Donald Trump, la Brexit, il voto a Marine Le Pen e quello alla Destra italiana, sostenendo che le forze conservatrici abbiano raccolto consensi maggioritari, in alcuni segmenti dell’elettorato, tra chi possiede meno titoli di studio, tra chi si trova in condizioni economiche più difficili e tra chi vive nelle aree interne, nelle campagne o nelle periferie urbane.





