Kherson torna sotto la pressione dei bombardamenti russi e le autorità locali chiedono alla popolazione di lasciare la città, soprattutto alle famiglie con bambini e agli anziani. Il timore è che i continui attacchi contro le infrastrutture rendano impossibile garantire elettricità e riscaldamento durante l’inverno.
“Mi rivolgo ancora una volta ai residenti di Kherson: se ne avete la possibilità, per favore andatevene”, ha scritto su Telegram il governatore regionale Oleksandr Prokudin. La città dell’Ucraina meridionale, occupata dalle forze russe nelle prime settimane dell’invasione del 2022 e riconquistata da Kiev nel novembre dello stesso anno, continua a essere colpita dall’altra sponda del Dnipro.
L’incubo di un inverno senza luce e riscaldamento
L’intensificarsi dei raid ha aggravato una situazione già precaria. Le autorità temono che ulteriori danni alla rete energetica possano lasciare per lunghi periodi una parte della popolazione senza corrente e senza riscaldamento proprio con l’avvicinarsi della stagione fredda.
Gli attacchi russi sono proseguiti anche in altre regioni.
Due persone sono morte nella regione di Dnipropetrovsk, colpita più di dieci volte durante la notte con droni, bombe aeree e artiglieria. A Kharkiv, secondo le autorità locali, è stato centrato un centro commerciale. Nella regione di Kiev sono stati inoltre colpiti magazzini della Nova Poshta e un impianto industriale; le autorità ucraine denunciano il ricorso alla tattica del “double tap”, con nuovi attacchi mentre sul posto sono già intervenuti i soccorritori.
Lavrov: “Non ci destabilizzeranno”
Mosca respinge intanto l’idea che gli attacchi ucraini in territorio russo possano modificare il corso della guerra. Il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha accusato Kiev di colpire raffinerie, depositi e infrastrutture civili per “seminare paura” e destabilizzare la società russa.
“Non dobbiamo cedere a questo sentimento”, ha affermato Lavrov, accusando inoltre i Paesi europei di sostenere quella che Mosca definisce una strategia terroristica di Kiev. Il ministro ha attaccato anche la Gran Bretagna, che a suo giudizio starebbe svolgendo “il ruolo più negativo” nel conflitto.
Mosca contro Londra e Parigi
Resta alta la tensione anche tra Russia e Paesi europei. Dopo le minacce di possibili rappresaglie contro obiettivi e basi britanniche e francesi in caso di un loro coinvolgimento diretto nel conflitto, Mosca ha successivamente attenuato i toni.
Il Cremlino mantiene però una linea dura sull’andamento della guerra. Il portavoce Dmitri Peskov sostiene che le forze russe continuino a guadagnare terreno e che, in assenza di un cambiamento della posizione di Kiev e dei suoi alleati, le operazioni militari non possano che proseguire.
Sul fronte opposto, Kiev insiste perché l’Europa utilizzi i beni russi congelati per finanziare la difesa e la ricostruzione dell’Ucraina. “La Russia rifiuta di porre fine alla guerra e intensifica il terrorismo”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Andrii Sybiha.





