La tensione tra Russia e Occidente torna a salire mentre sul terreno proseguono gli attacchi incrociati e Kiev intensifica la campagna contro le infrastrutture energetiche russe. Mosca ha minacciato possibili rappresaglie contro installazioni militari britanniche, mentre secondo il Wall Street Journal il direttore della Cia John Ratcliffe, durante la sua visita al Cremlino, avrebbe avvertito Vladimir Putin di non attaccare Paesi della Nato.
L’invio del messaggio, riferisce il quotidiano americano citando persone a conoscenza dell’incontro, sarebbe stato deciso dopo una valutazione dell’intelligence statunitense secondo cui il presidente russo potrebbe ordinare nei prossimi anni un attacco limitato contro un Paese dell’Alleanza per mettere alla prova la capacità di reazione occidentale. Ratcliffe, uno dei funzionari americani di più alto rango arrivati in Russia dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel 2022, avrebbe discusso con Putin anche della crisi iraniana e dello Stretto di Hormuz.
Le minacce di Mosca
A rendere ancora più duro lo scontro è stata la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Mosca, ha dichiarato, potrebbe colpire strutture militari britanniche “all’interno o all’esterno dell’Ucraina” in risposta agli attacchi condotti da Kiev sul territorio russo con armi fornite da Londra.Zakharova ha inoltre ribadito che qualsiasi contingente straniero inviato in Ucraina e capace di ostacolare quella che Mosca continua a definire “operazione militare speciale” diventerebbe “un obiettivo militare legittimo”. Secondo la portavoce, la responsabilità di una conseguente escalation ricadrebbe sui governi occidentali.
Nel mirino del Cremlino anche le esercitazioni annunciate dalla Coalizione dei volenterosi per l’autunno nei Paesi dell’Unione europea confinanti con l’Ucraina, definite da Zakharova una “esercitazione di occupazione” e un ulteriore passo verso il coinvolgimento diretto dei Paesi europei della Nato.
Raid su Kiev e Kharkiv
Sul campo la giornata di ieri è stata segnata da nuovi bombardamenti russi. Esplosioni sono state segnalate nella notte a Kiev e Odessa, mentre l’Aeronautica ucraina ha denunciato il lancio di missili balistici. Nella capitale, un drone russo è caduto a circa 300 metri dall’Ambasciata del Portogallo provocando una forte esplosione e danni agli edifici vicini. Il personale diplomatico è rimasto illeso.
A Kharkiv un drone d’attacco ha colpito un centro commerciale nel quartiere Osnovianskyi: secondo le autorità locali almeno un uomo di 40 anni è morto e quattro persone sono rimaste ferite. A Kryvyi Rih, città natale del presidente Volodymyr Zelensky, due persone erano state ferite in un attacco con missili balistici contro un impianto industriale. Mosca ha inoltre rivendicato un raid contro il porto di Izmail, sul Danubio, sostenendo di avere colpito una nave cargo che trasportava materiale militare, tre serbatoi di carburante e infrastrutture portuali.
Kiev punta sulle raffinerie
L’Ucraina continua intanto a portare la guerra in profondità nel territorio russo. Una colonna di fumo si è alzata dalla raffineria Bashneft-Ufaneftekhim di Ufa, oltre 1.100 chilometri a est di Mosca, dopo un attacco di droni. L’aeroporto della città è stato temporaneamente chiuso. Secondo fonti ucraine, l’impianto, controllato da Rosneft, avrebbe anche funzioni di approvvigionamento per le forze armate russe. Rbc-Ukraine, citando fonti Reuters, riferisce inoltre che le quattro principali raffinerie russe di Lukoil sarebbero attualmente ferme o fortemente limitate dopo una serie di attacchi ucraini: Nizhni-Novgorod è stata colpita questa settimana, Perm il 21 agosto, Volgograd il 31 luglio e Ukhta già a febbraio. Sul fronte terrestre Mosca sostiene infine di avere superato in alcuni settori la prima linea difensiva dell’area fortificata Sloviansk-Kramatorsk.
Il capo di Stato maggiore Valery Gerasimov ha affermato che circa metà di Alekseevo-Druzhkovka sarebbe sotto controllo russo e che sono in corso combattimenti anche verso Sloviansk. Dichiarazioni che Kiev non ha confermato.





