Goffredo Bettini mette in guardia il centrosinistra dal rischio di una “tarantella infinita” su regole e modalità delle primarie. In un’intervista al Fatto Quotidiano, il dirigente nazionale del Pd indica altre priorità: un testo programmatico condiviso, il contrasto al caro vita, l’opposizione alla legge elettorale proposta dal Governo e un rapporto più solido tra le forze della coalizione.
“Schlein non teme le primarie”
Bettini esclude che Elly Schlein abbia paura del confronto: “Ha detto con limpidezza che due sono le strade: scegliere il leader del partito più forte o le primarie di popolo”. Della segretaria dem sottolinea soprattutto il coraggio. Il nodo, secondo l’esponente Pd, riguarda le garanzie politiche del percorso. Le primarie dovrebbero prevedere una sorta di “deontologia”: niente polemiche distruttive tra alleati, accettazione del risultato e capacità del vincitore di rappresentare l’intera coalizione senza “velleità di comando solitario”.
Il rischio astensione e il nodo Conte
Sul possibile disimpegno degli elettori del Movimento 5 Stelle in caso di vittoria di Schlein, Bettini riconosce il rischio ma intravede anche uno scenario opposto: una maggiore mobilitazione dell’elettorato democratico, alimentata dal confronto e dalla volontà di battere la destra. Respinge inoltre l’idea che Giuseppe Conte stia surclassando il Pd. Il partito, sostiene, “è pienamente in campo”. Bettini critica anche le reazioni al ragionamento dell’ex premier sui possibili eccessi dell’ideologia woke e invita a lasciare cadere le asprezze tra alleati.
Salis e i tempi della consultazione
Bettini apre alla possibilità di una candidatura di Silvia Salis, qualora decidesse di partecipare alle primarie. La definisce “intelligente” e capace di comunicare, ma considera poco efficace una convergenza costruita “a tavolino”. Quanto alle regole, propone una partecipazione ampia, strumenti rigorosi contro possibili inquinamenti e un comitato di garanzia sopra le parti. Sui tempi non indica una soluzione: anticipare il voto chiuderebbe rapidamente il confronto, mentre collocarlo vicino alle elezioni ridurrebbe il rischio di logoramento del candidato scelto.





