Le Nazioni Unite e la Croce Rossa hanno lanciato martedì un appello senza precedenti: il mondo è “pericolosamente vicino a superare una linea morale” con l’arrivo di armi autonome capaci di uccidere senza alcun intervento umano.
In una dichiarazione congiunta, il segretario generale Antonio Guterres e la presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa Mirjana Spoljaric hanno chiesto l’avvio immediato di negoziati per un trattato internazionale che imponga proibizioni e restrizioni chiare.
La richiesta arriva alla vigilia di una nuova sessione di colloqui a Ginevra, dove gli Stati discuteranno possibili regole per sistemi d’arma che integrano intelligenza artificiale. Le preoccupazioni sono cresciute dopo l’impiego di tecnologie semi‑autonome in conflitti come Ucraina, Sudan, Gaza, Iran e Golfo, mentre lo sviluppo tecnologico corre più veloce dei negoziati, iniziati nel 2014.
Alcuni eserciti utilizzano già sistemi completamente autonomi, come le difese antimissile navali, ma finora non risultano impiegati contro esseri umani. Tuttavia, le organizzazioni per i diritti umani avvertono che l’IA non può garantire un riconoscimento affidabile di un combattente ferito o di un soldato che si arrende, aumentando il rischio di errori fatali e rendendo più difficile attribuire responsabilità in eventuali crimini di guerra. “Alcune decisioni devono restare per sempre nelle mani dell’essere umano, soprattutto quella di togliere o meno una vita”, ha dichiarato Carolyne Mélanie Régimbal dell’Ufficio ONU per il Disarmo.
Nonostante un consenso generale sul fatto che il diritto internazionale umanitario si applichi alle armi autonome, standard vincolanti specifici quasi non esistono. Paesi come Russia e Stati Uniti si oppongono a nuovi trattati, sostenendo che le norme attuali siano sufficienti.





