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Ucraina, Mosca boccia il piano di Zelensky: “Il Donbass è russo, truppe Nato inaccettabili”

Ucraina, Mosca boccia il piano di Zelensky: “Il Donbass è russo, truppe Nato inaccettabili”

martedì, 25 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Si restringono ancora gli spazi per un’intesa sulla guerra in Ucraina. Il Cremlino ha respinto il piano elaborato da Kiev con Stati Uniti e partner europei, che prevede un cessate il fuoco e la creazione nel Donbass di una zona economica libera sotto amministrazione terza.

Mosca ha inoltre ribadito che qualsiasi presenza militare di Paesi Nato sul territorio ucraino sarebbe “inaccettabile”. Intanto, mentre il Vaticano torna a sollecitare una soluzione diplomatica, proseguono i raid incrociati: Kiev ha colpito due raffinerie russe, mentre Mosca ha attaccato quattro città ucraine.

Mosca chiude sulla zona cuscinetto

Il progetto illustrato da Volodymyr Zelensky prevede anzitutto una tregua e il ritiro reciproco delle forze da una parte della linea del fronte, con la trasformazione dell’area in una fascia cuscinetto definita “zona economica libera” e affidata a un’autorità terza. Il presidente ucraino ha precisato che si tratta di proposte elaborate insieme a Washington e agli europei e destinate a essere sottoposte alla Russia.

La prima risposta di Mosca è però negativa. “Il Donbass è un territorio della Federazione Russa, una regione della Federazione Russa, e difficilmente un terzo Paese può occuparsi della gestione delle regioni della Federazione Russa”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Mosca rivendica come proprie le regioni ucraine annesse unilateralmente, anche nelle parti che non controlla militarmente.

Peskov ha chiuso anche all’ipotesi che eventuali garanzie di sicurezza per Kiev comprendano contingenti occidentali: “Il dispiegamento di contingenti militari stranieri di Stati membri dell’Alleanza atlantica sarebbe per noi inaccettabile”. Una posizione che entra direttamente in rotta di collisione con le ipotesi discusse dai “Volenterosi” sulle garanzie da offrire all’Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco.

Il Vaticano: “La guerra non ha soluzione militare”

Proprio mentre Mosca respingeva la proposta, il segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, monsignor Paul Richard Gallagher, incontrava nella capitale russa il ministro degli Esteri Sergey Lavrov. Gallagher ha insistito sulla necessità di creare le condizioni per un processo politico e diplomatico, sottolineando che il conflitto non può essere risolto con mezzi militari e che, con l’aumento delle vittime, il dialogo diventa sempre più urgente.

Lavrov e l’inviato della Santa Sede hanno discusso delle possibili vie verso la pace e concordato di proseguire la cooperazione sulle questioni umanitarie, compresa quella dei minori coinvolti nella guerra. È il primo incontro di persona di questo livello tra Vaticano e diplomazia russa da cinque anni.

Raffinerie e città sotto attacco

Sul terreno, intanto, la guerra continua senza tregua. Un attacco ucraino ha colpito la raffineria di Afipsky, nella regione russa di Krasnodar: secondo le autorità locali, i detriti di un drone hanno ucciso due persone e ne hanno ferite altre due. L’impianto tratta circa 6,25 milioni di tonnellate di greggio l’anno, circa il 2% della capacità di raffinazione russa. Anche la raffineria di Novoshakhtinsk, nella regione di Rostov, ha sospeso le attività dopo un altro raid.
Nella stessa notte la Russia ha attaccato Kiev, Kharkiv, Zaporizhzhia e Dnipro. A Kharkiv è stata uccisa una persona, mentre missili e droni hanno provocato incendi e danni a edifici residenziali. È il contrappunto militare a una giornata dominata dai tentativi diplomatici: mentre Kiev prova a mettere sul tavolo una nuova formula negoziale, Mosca continua a considerare incompatibili con le proprie condizioni sia la gestione internazionale del Donbass sia qualsiasi presenza Nato in Ucraina.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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