Un tribunale di Denpasar, sull’isola indonesiana di Bali, ha condannato a un anno di carcere il turista svizzero Luzian Andrin Zgraggen, 26 anni, colpevole di aver violato e deriso il Nyepi, il sacro “Giorno del Silenzio” che segna il Capodanno balinese. La sentenza arriva dopo che il giovane aveva pubblicato su Instagram una serie di video in cui camminava verso la spiaggia durante la festività, definendo la tradizione “folle” e accompagnando il commento con un insulto.
Secondo il tribunale, Zgraggen aveva ignorato le spiegazioni del personale della villa in cui alloggiava, che lo aveva informato delle rigide restrizioni previste durante il Nyepi: per 24 ore, l’isola si ferma completamente. Residenti e turisti devono restare in casa, evitare rumori, luci e spostamenti; l’aeroporto chiude, l’elettricità viene ridotta e persino la connessione internet viene sospesa. Le regole valgono per tutti. I video del turista sono stati ampiamente condivisi sui social, scatenando indignazione tra i balinesi. Le autorità hanno rintracciato Zgraggen in una villa di Legian, vicino a Kuta Beach, e lo hanno arrestato.
Durante il processo, iniziato a giugno, il giovane ha dichiarato di non aver voluto insultare la comunità balinese, spiegando di essere “affamato e frustrato” perché non riusciva a procurarsi cibo durante la chiusura totale. Ha aggiunto di non aver compreso pienamente l’estensione delle restrizioni. “Mi pento profondamente, chiedo scusa al popolo balinese”, ha detto in aula. Il reato, previsto dal nuovo codice penale indonesiano, può comportare fino a cinque anni di carcere, ma i giudici hanno tenuto conto della giovane età dell’imputato e della sua buona condotta, optando per una pena più lieve. Le autorità svizzere hanno confermato di aver attivato il supporto consolare e di essere in contatto con le istituzioni indonesiane.





