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Welfare, Fava: “Le pensioni di domani si costruiscono con la qualità del lavoro di oggi”

Welfare, Fava: “Le pensioni di domani si costruiscono con la qualità del lavoro di oggi”

sabato, 22 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Il welfare non come insieme di bonus, agevolazioni e prestazioni separate, ma come sistema capace di accompagnare le persone nei passaggi più delicati della vita e del lavoro. È il modello indicato dal presidente dell’Inps Gabriele Fava al Meeting di Rimini, dove ha partecipato al panel “Il welfare non è un benefit. L’impresa, la persona, il lavoro”. Una visione che lega la tenuta della previdenza alla qualità dell’occupazione e punta a superare la frammentazione dei servizi attraverso una rete tra istituzioni, imprese, parti sociali, territori e Terzo Settore.

“Non una collezione di bonus”

“Il welfare non può essere una collezione di bonus, polizze e agevolazioni fiscali. È l’infrastruttura civile attraverso la quale una comunità accompagna la persona nei passaggi più delicati della vita e del lavoro”, ha affermato Fava.
Per il Presidente dell’Inps il valore di un sistema di protezione sociale non si misura soltanto attraverso il numero delle prestazioni erogate, ma anche dall’idea di società che queste esprimono. Il welfare diventa efficace quando consente alle persone di esercitare concretamente la propria libertà: dalla possibilità per una donna di non dover scegliere tra maternità e lavoro a quella per un giovane di progettare il futuro senza una condizione permanente di precarietà. Lo stesso principio riguarda le famiglie chiamate ad assistere una persona fragile, affinché la cura non si trasformi in isolamento.

Prevenire le fragilità

La protezione sociale, nella prospettiva illustrata da Fava, non può scattare soltanto quando il disagio si è già manifestato. Il sistema deve individuare i rischi, prevenirli e sostenere le persone prima che una condizione di difficoltà possa trasformarsi in esclusione. In questo quadro assumono un ruolo centrale la qualità del lavoro, la continuità contributiva, la formazione e la partecipazione di donne e giovani al mercato occupazionale. Sono questi, secondo il presidente dell’Istituto, gli elementi sui quali poggia la previdenza.

Inps, 27,2 milioni di lavoratori assicurati

I numeri danno la misura della platea interessata. Nel 2025 i lavoratori assicurati dall’Inps hanno raggiunto circa 27,2 milioni. Per Fava esiste un rapporto diretto tra le condizioni dell’occupazione presente e la sostenibilità previdenziale futura.
Non esiste una previdenza solida senza un lavoro solido”, ha sottolineato. Se l’occupazione diventa discontinua, povera o irregolare, aumenta anche la fragilità delle prospettive pensionistiche. “Le pensioni di domani si costruiscono nella qualità dell’occupazione di oggi”.

L’“Officina del welfare”

Da questa impostazione nasce l’“Officina del welfare”, il modello attraverso il quale l’Inps punta a collegare amministrazioni, aziende, parti sociali, territori e Terzo Settore. L’obiettivo è ridurre la frammentazione e trasformare le singole prestazioni in percorsi capaci di accompagnare il cittadino lungo l’intero arco della vita. Per Fava non basta mettere a disposizione una lista di misure e affidare poi alle persone il compito di orientarsi autonomamente tra servizi differenti. Il problema riguarda anche sistemi e banche dati che non sempre comunicano tra loro.
“Abbiamo costruito sistemi complessi e troppo spesso abbiamo lasciato alla persona il compito di ricomporli”, ha osservato il presidente dell’Inps. Da qui la richiesta di ribaltare il modello: devono essere le istituzioni a collegarsi tra loro, mentre al cittadino va garantita la possibilità di comprendere le opportunità disponibili, scegliere e programmare il proprio futuro.
“Il welfare non è ciò che una società concede quando qualcuno cade. È ciò che costruisce affinché nessuno sia lasciato solo”, ha concluso Fava.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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