La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito venerdì che il presidente Donald Trump può — almeno per ora — proseguire con la costruzione della nuova ballroom sul sito dell’ex East Wing della Casa Bianca, senza necessità di un’autorizzazione del Congresso. La decisione arriva dopo mesi di contenziosi tra l’amministrazione e il National Trust for Historic Preservation, che aveva intentato causa sostenendo che un intervento di tali dimensioni richiedesse l’approvazione legislativa. Il progetto prevede un’aggiunta di circa 90.000 piedi quadrati, pari a una struttura due volte più grande dell’attuale corpo principale della Casa Bianca. Nonostante Trump abbia più volte dichiarato che i contribuenti non avrebbero sostenuto alcun costo, le stime ufficiali parlano di una spesa minima di 300 milioni di dollari. La ballroom, secondo il presidente, è necessaria per ospitare eventi con dignitari stranieri e includerà anche infrastrutture di sicurezza: rifugi anti‑bomba, un ospedale interno, postazioni per tiratori scelti e persino un drone port. La Corte Suprema, con un ordine firmato dal presidente della Corte John Roberts, ha sospeso la sentenza del tribunale inferiore che aveva imposto lo stop ai lavori, consentendo la prosecuzione del cantiere. Il caso era iniziato a marzo, quando il giudice federale Richard Leon aveva stabilito che la costruzione dovesse fermarsi, salvo le parti sotterranee legate alla sicurezza nazionale. La Corte d’Appello del Distretto di Columbia aveva poi permesso temporaneamente la continuazione dei lavori, mentre Leon aveva chiarito che solo le opere sotto il livello del suolo potevano procedere. Trump aveva reagito sui social definendo la struttura “un’unità complessa e vitale per la sicurezza e le operazioni militari degli Stati Uniti”.



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