Roma è una città simbolo dell’emergenza caldo di questi giorni, esacerbata dall’assenza di ombra naturale: i soldi del Pnrr dovevano essere impiegati per ripopolare il territorio delle riserve di verde, ma come è andata? Partiamo dai dati ufficiali, rilasciati dall’amministrazione della Città eterna: i più aggiornati (pubblicati da Roma Capitale nel Bilancio Arboreo 2021-2025, presentato nel maggio 2026) sono stati rilasciati in un documento istituzionale che riepiloga abbattimenti – nel numero di 29.842 – e nuove piantumazioni dell’attuale amministrazione, la cui sintesi è così schematizzata:
Sintesi 2021-2025
- Abbattimenti 29.842
- Alberi censiti a inizio mandato (novembre 2021): 315.884.
- Alberi censiti a fine 2025: 390.054., fonte [comune.roma.it]
Sono poi stati individuati e censiti 36.372 alberi che non risultavano registrati in precedenza, contribuendo all’aumento del totale ufficiale.
Le associazioni della difesa ambientale, in coro, hanno rilevato come ci fosse incompatibilità di funzione, tra gli agronomi che hanno accertato la necessità di abbattimento degli arbusti, e la ditta di cui erano dipendenti, che aveva ottenuto mandato all’abbattimento.
Questo conflitto di interessi che ha influito certamente sull’esito sopra esaminato e stigmatizzato da cittadini e giornali, che ha lasciato spogliata della metà del patrimonio arboreo la città di Roma, si è riproposto in questi giorni di ferragosto, in forma potenziata, con la nomina di Mario Uniformi, agronomo di una società partecipata del Comune, nominato durante le ferie estive Capo Dipartimento ambiente del Campidoglio. Uniformi ha dunque certificato e derubricato il bosco di Pietralata, dove dovrebbe sorgere lo stadio della Roma, declassandolo a bosco di “scarsa rilevanza.
Italia Moderata solleva degli interrogativi sul modus operandi non solo della giunta capitolina e sull’assenza dell’opposizione e dei partiti votati alla difesa del verde in Parlamento, considerando lo scempio già messo in atto, con l’abbattimento degli ultimi anni, che ha contribuito all’emergenza caldo a Roma.
Antonio Sabella Segretario Nazionale Italia Moderata





