La campagna dei Nas sulle acque trattate vendute e somministrate nei bar e nei ristoranti accende l’allarme del Codacons. L’associazione dei consumatori, di fronte a una percentuale di irregolarità pari al 54%, chiede controlli straordinari già nei giorni di Ferragosto, con verifiche rafforzate soprattutto nelle località turistiche.
“Un quadro gravissimo che impone controlli straordinari già nei giorni di Ferragosto”, afferma il Codacons, che sollecita un intervento immediato dopo i risultati delle verifiche condotte dai Nas.
“Il 54% di irregolarità è inaccettabile”
Al centro della denuncia c’è il dato emerso dalla campagna sulle acque trattate servite negli esercizi pubblici. “Una percentuale di irregolarità del 54% è semplicemente inaccettabile, tanto più perché riguarda un prodotto di consumo quotidiano come l’acqua”, sottolinea l’associazione.
Secondo il Codacons, i risultati escludono che il fenomeno possa essere ricondotto a pochi episodi isolati e rendono necessario un innalzamento immediato del livello di vigilanza. L’attenzione si concentra ora sul periodo di Ferragosto, quando milioni di cittadini e turisti affollano bar e ristoranti e gli esercizi lavorano a pieno regime. Per questo l’associazione reclama “verifiche a tappeto nelle principali località turistiche italiane”.
La richiesta al Ministero della Salute e ai Nas
Il Codacons si rivolge al Ministero della Salute e ai Nas affinché l’attività di controllo prosegua anche dopo la campagna condotta a luglio. La richiesta è di rafforzare le ispezioni nei territori con maggiore presenza turistica e di intervenire con la massima severità di fronte a violazioni igienico-sanitarie o a comportamenti capaci di trarre in inganno i clienti.
L’associazione punta anche sulla trasparenza. Le verifiche hanno fatto emergere irregolarità nelle indicazioni relative alla vendita e alla somministrazione dei prodotti, oltre a casi di commercio di alimenti con segni mendaci.
“Chi ordina acqua deve sapere cosa gli viene servito”
Per il Codacons il consumatore deve ricevere informazioni precise sulla natura dell’acqua portata al tavolo. “Chi ordina acqua al bar o al ristorante deve poter sapere con chiarezza cosa gli viene servito e a quali condizioni”, sostiene l’associazione, che contesta indicazioni ambigue o modalità di presentazione capaci di creare confusione sul prodotto. Il Codacons invita infine i cittadini a rivolgersi alle autorità competenti in presenza di situazioni sospette, carenze igieniche o anomalie relative alle acque somministrate negli esercizi pubblici.





