La Corte Suprema russa ha accolto un ricorso del piccolo partito nazionalista filo‑Cremlino Roblina, vietando a Yabloko, l’unico partito pacifista rimasto nel Paese, di presentarsi alle elezioni federali di settembre. La decisione priva gli elettori contrari alla guerra della loro ultima opzione di voto, in un contesto in cui la maggior parte degli oppositori di Vladimir Putin è stata incarcerata, esiliata o è deceduta. Come la Duma, anche la Corte Suprema ratifica sistematicamente le scelte del Cremlino, e un centinaio di sostenitori — per lo più giovani — hanno protestato fuori dal tribunale scandendo “Vergogna!”.
Il leader di Yabloko, Nikolay Rybakov, ha annunciato che il partito presenterà ricorso, ricordando che circa 40 attivisti rischiano un processo per essersi opposti alla guerra. Il vice leader Maxim Kruglov è stato condannato a sette anni di carcere per alcuni post sui social media, mentre Rybakov è stato multato ed escluso dalle elezioni per aver pubblicato una foto di Alexei Navalny. Sondaggi indipendenti indicano che la maggioranza dei russi sarebbe favorevole a negoziati di pace con Kiev, ma il Cremlino continua a reprimere qualsiasi voce dissidente. Mentre Mosca elimina l’opposizione interna, la guerra prosegue con violenza crescente.
Missili e bombardamenti russi hanno ucciso cinque persone e ne hanno ferite circa venti a Zaporizhzhia, nel sud‑est dell’Ucraina, mentre a Kiev alcuni magazzini sono stati devastati da attacchi missilistici. Sul fronte tecnologico, l’intelligence ucraina avverte che la Russia sta accelerando il lancio del proprio sistema satellitare Rassvet, alternativa a Starlink. Sedici satelliti sono già in orbita, molto più rapidamente del previsto. Mosca punta a 292 satelliti entro il 2027 e 924 entro il 2035. Secondo Vadym Skibitskyi, capo del GUR, una volta completata la costellazione il sistema funzionerà “come Starlink”.





