Dopo una serie di vittorie a livello federale, statale e locale, i Democratic Socialists of America (DSA) guardano ora al Wisconsin, dove la deputata statale Francesca Hong è la favorita per la nomination democratica alla carica di governatore. Secondo l’aggregatore RealClearPolitics, Hong mantiene un vantaggio a doppia cifra sul presidente della contea di Milwaukee, David Crowley, rendendola potenzialmente la prossima figura di spicco della sinistra socialista dopo le recenti affermazioni del movimento a New York, nel Maine e in Colorado.
Hong, sostenuta da diverse sezioni del DSA, sta però cercando di prendere le distanze da una serie di post radicali pubblicati negli anni passati. Tra le dichiarazioni più controverse, quelle del 2020: “Abolire la polizia” e “La polizia esiste per sostenere la supremazia bianca”. La deputata non ha invece ritrattato la sua posizione sull’abolizione dell’ICE, mentre ha dovuto correggere un altro post del passato, in cui definiva il Giorno del Ringraziamento una “festa dei colonizzatori”. Hong ha inoltre proposto un disegno di legge per tassare i redditi più alti, introducendo una nuova aliquota per chi guadagna oltre 750.000 dollari (1 milione per le coppie).
La misura non è passata, e durante un dibattito di luglio la candidata ha ridimensionato la proposta, sostenendo un’aliquota dell’8,65% per i milionari. I critici repubblicani sostengono che il riposizionamento di Hong sia solo cosmetico. Anche all’interno del Partito Democratico emergono timori: Hillary Clinton ha avvertito che la strategia repubblicana contro “comunisti e socialisti” potrebbe essere “un attacco molto efficace” nelle elezioni di midterm del 2026. Nonostante le polemiche, Hong rimane in testa nei sondaggi e rappresenta il tentativo dei DSA di consolidare la loro presenza in uno stato politicamente diviso.





