Il candidato repubblicano al Senato Mike Rogers ha lanciato giovedì la coalizione “Democrats for Mike Rogers”, un gruppo di elettori democratici che hanno deciso di sostenerlo nella sfida per il seggio del Michigan. L’annuncio è arrivato durante un evento in un quartiere della zona ovest di Detroit, dove Rogers ha parlato affiancato da alcuni dei nuovi sostenitori.
La mossa arriva dopo una primaria democratica particolarmente tesa, in cui Abdul El‑Sayed ha superato di misura la deputata moderata Haley Stevens, lasciando una parte dell’elettorato progressista soddisfatta, ma molti democratici centristi disorientati. Rogers, ex deputato ed ex agente FBI, sta cercando di intercettare proprio quel segmento. Secondo un sondaggio AARP, la corsa tra Rogers ed El‑Sayed è in equilibrio. Un sondaggio Fox News del 6‑10 agosto assegna a Rogers un vantaggio di quattro punti, sostenuto da una forte coesione interna al Partito Repubblicano: il 96% degli elettori GOP lo appoggia.
Il sostegno a El‑Sayed tra i democratici è invece più frammentato: 91% complessivo, ma solo il 69% tra i non socialisti e gli indipendenti. Una crepa che Rogers sta cercando di ampliare, presentandosi come un’opzione moderata per chi non si riconosce nelle posizioni più progressiste del candidato democratico. Tra i democratici presenti all’evento, Chelsea di West Bloomfield ha spiegato la sua scelta: “Ho votato Obama, Hillary, Biden, Slotkin. Ho sostenuto Haley Stevens. Ora voto Rogers perché il candidato che abbiamo non rappresenta i miei valori”. Anche il rabbino Asher Lopatin, intervenuto all’iniziativa, ha affermato che molti elettori ebrei “che normalmente votano democratico” stanno valutando Rogers. El‑Sayed, ex direttore sanitario della contea di Wayne, sarebbe il primo senatore musulmano della storia americana se eletto. La sua piattaforma include il sostegno al “Medicare for All”, la richiesta di abolire l’ICE e una forte critica alle operazioni israeliane a Gaza, che ha definito “genocidio”.





