“Serve chiarezza sui legami familiari e finanziari”
Il senatore repubblicano John Curtis, dello Utah, ha chiesto al Senate Judiciary Committee di emettere subpoena per Donald Trump Jr. e Hunter Biden, al fine di indagare sui loro rapporti d’affari con soggetti stranieri e sui regali ricevuti. La richiesta arriva dopo le rivelazioni sul finanziamento del matrimonio del figlio maggiore del presidente da parte dell’oligarca russo Umar Kremlev, vicino a Vladimir Putin.
«Un tostapane è un regalo di nozze. Una festa su un’isola privata pagata da un oligarca legato a Putin è un’altra cosa», ha scritto Curtis su X. «I repubblicani hanno quasi consumato la macchina delle citazioni per indagare su Hunter Biden. Non dovremmo staccarla ora.»
In una lettera indirizzata al presidente della commissione, Chuck Grassley, e al membro di minoranza Dick Durbin, Curtis ha chiesto di avviare un’inchiesta sull’uso dei legami familiari presidenziali per vantaggi finanziari privati o accessi preferenziali. Ha sollecitato la convocazione di entrambi i figli dei presidenti — attuale e precedente — per chiarire eventuali favori o vulnerabilità di sicurezza nazionale.
Curtis ha ricordato che Hunter Biden aveva condotto «consistenti affari con entità straniere» in Cina e Ucraina mentre suo padre era in carica o candidato, e che ora emergono interrogativi sui rapporti di Trump Jr. con uomini d’affari stranieri e sull’accettazione di doni significativi. Tra questi, la festa post-matrimonio alle Bahamas, organizzata da Kremlev, che secondo ProPublica avrebbe coperto «centinaia di migliaia di dollari» di spese. La moglie di Trump Jr., Bettina Anderson, ha confermato su Instagram che l’oligarca aveva ospitato «due incredibili serate di celebrazioni come dono di nozze».
Curtis ha definito il gesto «corruzione che puzza», annunciando in un video la sua intenzione di chiedere un’azione del Congresso. Il senatore ha inoltre citato le attività di Trump Jr. nel campo delle criptovalute, degli immobili internazionali e delle piattaforme di previsione, sostenendo che tali rapporti «sollevano legittime domande sull’accesso straniero ai membri della famiglia presidenziale e sulle aspettative di trattamenti favorevoli».





