In Iran è emersa una rara e significativa spaccatura pubblica tra il governo e la televisione di Stato IRIB riguardo alla rappresentazione della guerra e dei negoziati con gli Stati Uniti. Lo scontro, che coinvolge direttamente il presidente Masoud Pezeshkian, ha messo in luce tensioni interne in un momento in cui mediatori internazionali cercano di riportare Washington e Teheran al tavolo della diplomazia. Venerdì, il Consiglio d’Informazione del Governo ha accusato IRIB di censura, dopo che parti di un discorso del presidente non erano state trasmesse.
Nel passaggio tagliato, Pezeshkian aveva rivelato che l’ex Guida Suprema Ali Khamenei, pur dichiarando pubblicamente che non ci sarebbero stati negoziati con gli USA dopo la guerra dei dodici giorni con Israele, aveva privatamente autorizzato l’avvio dei colloqui. Il governo ha denunciato una serie di “azioni insolite” dell’emittente, ricordando che anche parti di un’intervista al presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e di un discorso del capo della magistratura Gholam‑Hossein Mohseni‑Ejei erano state tagliate. IRIB ha respinto le accuse, sostenendo che la trasmissione integrale avrebbe creato “un’apparenza di divisione” tra i pilastri della leadership.
Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha criticato apertamente IRIB, lamentando che le sue interviste rilasciate ai media statunitensi durante la guerra — Fox, CNN e altri — siano state ridotte a “uno o due sottotitoli”, impedendo al pubblico iraniano di vedere come la posizione del Paese fosse stata difesa. Araghchi ha anche respinto le accuse degli ultraconservatori secondo cui il memorandum d’intesa con gli USA sarebbe stato “imposto” alla nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, definendolo invece “il miglior accordo possibile”. Il governo ha attribuito le azioni dell’emittente a una “fazione politica interna”, un chiaro riferimento al Fronte Paydari, sostenendo che tali comportamenti potrebbero minare la sicurezza nazionale.





