Il presidente del Kazakistan, Kassym‑Jomart Tokayev, ha dichiarato sabato che un accordo di pace tra Russia e Ucraina potrebbe essere possibile se le parti accettassero di congelare il conflitto e riprendere i negoziati. L’appello è arrivato durante il forum Russia‑Kazakistan a Omsk, in Siberia, dove Tokayev ha parlato al fianco del presidente russo Vladimir Putin, elogiandone la “massima flessibilità diplomatica”. “Se posso offrire la mia umile opinione, forse è giunto il momento di congelare questo conflitto e tornare alla formula di Istanbul 2.0”, ha affermato Tokayev, riferendosi ai colloqui avvenuti tra Mosca e Kiev nel 2022, subito dopo l’invasione su vasta scala, e ripresi nel 2025 senza risultati concreti.
Secondo Tokayev, un nuovo tentativo negoziale potrebbe avanzare solo con garanzie di sicurezza fornite dalle grandi potenze, inclusa la Russia. “Questa situazione deve finire”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di una soluzione diplomatica che ponga fine a un conflitto ormai radicato e devastante. Il Cremlino ha reagito con cautela.
Il portavoce Dmitry Peskov, citato dall’agenzia TASS, ha affermato che Putin ha illustrato a Tokayev “in dettaglio” la situazione delle operazioni militari in Ucraina. Secondo Peskov, il presidente russo ritiene impossibile congelare il conflitto “data la posizione di Kiev”, sostenendo che l’azione militare potrebbe “interrompersi oggi stesso” se l’Ucraina adottasse “le decisioni appropriate”. Putin ha ribadito il mese scorso la posizione russa: per raggiungere un accordo di pace, Mosca chiede che l’Ucraina si ritiri da quattro regioni che la Russia rivendica come proprie e che rinunci pubblicamente ai suoi piani di adesione alla NATO. Kiev ha definito queste condizioni “inaccettabili” e “non negoziabili”.





